PROSTITUZIONE‬ AI PIANI: ‪PEGORARO‬ E SALVADORI (L’ALTO ADIGE NEL CUORE) RISPONDONO AL SINDACO ‪CARAMASCHI‬

Il Sindaco di ‪‎Bolzano‬ evidentemente non conosce la differenza tra il “tirar giù le targhe” e il “divieto di fermata” come disciplinato dal codice della strada. Tale istituto è previsto e disciplinato dal codice della strada, e in ambito urbano ogni Sindaco ha il potere di istituirlo, anche solo in alcune strade.

Forse il Sindaco crede che la Polizia Municipale quando eleva contravvenzioni al codice della strada debba in qualche modo fare i conti con la privacy. Assurdo.

L’ironia del Sindaco sul fatto che non è “nel programma di giunta provvedere anche a livello nazionale” è fuori luogo: in attesa che “i piani alti decidano di occuparsene seriamente con leggi ad hoc” (campa cavallo che l’erba cresce), istituendo il “divieto di fermata” attraverso un’ordinanza sindacale, in alcune vie della città, in particolari periodi ed orari, come già adottato in altri comuni italiani, si tampona il problema, almeno fino a quando a Roma non si decidono (sono trent’anni che ne parlano….).

Fare finta di nulla e spostare la responsabilità “ai piani alti”, significa nascondere la testa sotto la sabbia. Il Sindaco ha a disposizione tutti gli strumenti giuridici quantomeno per mitigare il fenomeno: la verità è che non si vuole nemmeno tentare di intervenire.

Proprio “La macchina non riconoscibile che gira” suggerita dallo stesso Sindaco, era parte della nostra idea: agenti, anche in borghese e con auto civetta, potrebbero tranquillamente sanzionare chi viola il divieto di fermata, che, ripetiamo, non significa “tirar giù le targhe”, ma applicare il codice della strada.
Siamo esasperati da questa situazione, non si può aver paura di tornare nella propria abitazione con la preoccupazione di incontrare qualche personcina “a modo” all’interno dei giroscale, dei giardini e nei garages, per non parlare poi dei rifiuti e residui organici che vengono rinvenuti ovunque: è una situazione andata al di là del tollerabile.

Non ci deve meravigliare se, come già accaduto in passato, alcuni residenti sono stati costretti a scendere in strada a improvvisare un “PIGIAMA PARTY” per disturbare (con risultati apprezzabili peraltro) con la loro presenza in strada la quiete delle “operatrici”.”

Lo ha dichiarato Barbara Pegoraro, Consigliera di circoscrizione per il quartiere Centro-Piani-Rencio dell’Alto Adige nel cuore.

“L’AREALE SPOSTERA’ LE PROSTITUTE”Prostitute ai Piani, il sindaco Caramaschi risponde alle proteste dei residenti. “Con la riqualificazione dell’area le squillo migreranno fuori dal centro abitato, in via Brennero”. “No – ribadisce – al divieto di fermata per i clienti”.

Pubblicato da RTTR ALTO ADIGE su Lunedì 1 agosto 2016

 

In merito a questa annosa problematica che si abbatte sul quartiere dei Piani e a cui il Sindaco di Bolzano non sembra intenzionato porre un rimedio nell’immediato futuro, è intervenuto anche Diego Salvadori, ossia il nostro Consigliere per il Quartiere Europa-Novacella:

La soluzione del sindaco ‪Caramaschi al problema della prostituzione in città è l’attesa della riqualificazione dell’areale ferroviario, nella speranza che venga presto realizzata.
In pratica sta condannando gli abitanti del quartiere all’immobilismo che ha caratterizzato la giunta della sinistra di Spagnolli in quest’ultimo decennio.
La prostituzione è un fenomeno che un’amministrazione comunale seria non può e non deve permettersi di tollerare.
È un’attività immorale che riduce la donna in una condizione di schiavitù gestita quasi sempre da organizzazioni criminali.

Chiedo controlli a tappeto, indagini coordinate fra tutte le forze dell’ordine per assicurare i papponi alla giustizia, divieto di fermata nelle aree in cui viene praticato il meterticio, telecamere di sorveglianza, contravvenzioni pesanti fino alla confisca dei veicoli dei clienti.

Dal canto nostro, non possiamo che dissociarci dalla scelta del Sindaco Caramaschi di starsene con le mani in mano e ribadiamo la nostra delusione per un’amministrazione comunale composta da partiti che in campagna elettorale non mancavano di rimarcare l’estremo bisogno di trovare le soluzioni alle problematiche quotidiane in tempi rapidi, ma che alla fine, in concreto, perseguono l’immobilismo promosso dalle passate amministrazioni.