“Uso di psicofarmaci sui minori, un allarme che ho raccolto e trasformato in una interrogazione presentata nel giugno scorso ed alla quale attendo ancora una risposta da parte della Provincia”, ha dichiarato Alessandro Urzì, Consigliere provinciale de L’Alto Adige nel Cuore.

“L’allarme lanciato oggi dal primario di psichiatria Pycha sui suicidi fra minori va approfondito seriamente ma si lega anche alle domande ancora senza risposte che ho posto alla Provincia. L’uso di psicofarmaci su minori viene tranquillamente ammesso negli ambienti scientifici come una concausa frequente dei gesti di autolesione da parte di minori su se stessi, sino a quelli estremi. Insisterò per ottenere una risposta prima della fine della legislatura perché il tema è troppo importante per essere sottovalutato: ne va della salute dei giovanissimi”, ha concluso Urzì.

Ecco l’interrogazione in attesa di risposta da parte del Presidente Kompatscher e dell’assessore Stocker:

INTERROGAZIONE

Psicofarmaci e minori in Alto Adige

La prescrizione di psicofarmaci a minori, spesso bambini in età di sviluppo, sta diventando una consuetudine diffusa in molti Paesi europei: recenti statistiche riportano che, nel 2011, in Germania, la Sindrome da deficit di attenzione e iperattività – ADHD – sarebbe stata diagnosticata a 750.000 bambini; in Italia all’83 % dei bambini iperattivi o affetti da patologie psichiche verrebbero somministrati psicofarmaci, promossi e pubblicizzati attraverso la loro presentazione a congressi scientifici volti ad affermare l’emergenza ADHD. Una strategia di business che consiste in una vera e propria medicalizzazione dei comportamenti dei minori, a discapito della salute dei più deboli. A fronte di una spesso solamente transitoria riduzione dei sintomi questi farmaci presentano gravi effetti collaterali permanenti, che influenzano significativamente lo sviluppo integrato delle funzioni fisiologiche e cognitive del minore quali danni al fegato, scompensi cardiaci, sincopi, allucinazioni, comportamenti violenti ed anche autolesionistici.

La normativa vigente e le direttive dell’Agenzia del farmaco e dell’Istituto Superiore di Sanità prevedano una serie di indicazioni generali di particolare prudenza nella somministrazione di psicofarmaci ai minori, in considerazione dei pericoli derivanti dall’assunzione di questi prodotti ed in particolare la somministrazione di un farmaco non è consentita per un periodo superiore ai 6 mesi ed è rinnovabile una sola volta; inoltre è richiesto un abbinamento con altre terapie non farmacologiche, a carattere psicopedagogico

e psicomotorio, in considerazione che questi disagi dovrebbero invece essere trattati con terapie psicoterapeutiche mirate per l’età dello sviluppo, affiancate dalla supervisione di un medico neuropsichiatra.

La stessa normativa prevede la possibilità per il genitore di far sospendere in qualunque momento la terapia, con un disimpegno graduale dallo psicofarmaco; l’utilizzo degli psicofarmaci deve avvenire con il consenso informato dei genitori ai quali occorre comunicare obbligatoriamente e con la massima chiarezza tutti gli effetti collaterali di queste molecole psicoattive.

Tutto questo premesso e considerato,

SI INTERROGA

IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA PROVINCIALE

E/O L’ASSESSORE COMPETENTE

per sapere:

1)     quanti siano attualmente in Provincia di Bolzano i minori in trattamento con psicofarmaci e quanti di questi siano seguiti dai reparti di neuropsichiatria;

2)     quanti minori siano attualmente ospitati nelle c.d. Comunità/Comunità protette in Alto Adige ( e anche fuori provincia se residenti in Alto Adige);

3)     quanti di questi minori risultino seguiti dai Servizi sociali;

4)     quanti di questi minori risultino essere in trattamento con psicofarmaci;

5)     se l’Aifa – Associazione italiana famiglie Adhd – fornisce consulenze ai genitori con uno sportello interno all’ospedale di Merano e a quale titolo;

6)     quanto viene riconosciuto ad ogni c.d. Comunità/servizio di accoglienza al giorno per ogni minore ospitato e chi provvede al pagamento di tale importo;

7)     se risultino prescrizioni off label di farmaci quali il Risperedal che verrebbero somministrati ai minori per abbattere gli effetti collaterali di farmaci psicostimolanti;

8)     quale ruolo rimane da esercitare a chi abbia la potestà genitoriale in relazione al consenso all’instaurazione, alla sospensione o al diniego di terapie farmacologiche su minori;

9)     se e come si intenda monitorare non solo la prescrizione  di psicofarmaci ai minori in Provincia di Bolzano, ma anche i percorsi diagnostici che abbiano portato a tali prescrizioni.

Bolzano, 22 giugno 2018

Alessandro Urzì