L’apertura delle scuole il 5 settembre, in piena estate, proprio nel periodo in cui le ferie al mare per molte famiglie numerose potrebbero costare in modo sensibile molte centinaia di euro in meno, con le difficoltà di armonizzazione per la struttura amministrativa rispetto ai tempi delle assegnazioni del personale insegnante su base nazionale, anche quest’anno lascia amaro in bocca a tantissimi genitori, alunni e insegnanti dell’Alto Adige.

La scelta imposta dall’assessorato alla scuola in lingua tedesca è stata sempre subita da quello italiano di Christian Tommasini e dal partner di coalizione Roberto Bizzo che a dire il vero un documento, quando la crisi del PD si manifestò, lo presentò in Consiglio provinciale per chiedere, come avevamo fatto noi da subito, una revisione delle decisioni salvo poi decidere di non discuterlo da due anni a questa parte. Perché altrimenti sarebbe stato sfiduciato come Presidente del Consiglio provinciale dalla Svp.

Insomma Sinistra silente, di fronte ad un atto di arroganza dell’allora assessora Kasslatter Mur e rinnovato dall’attuale assessore Achammer.

E così anche la scuola in lingua italiana deve rassegnarsi ad un calendario che penalizza i ragazzi e le loro famiglie costando anche caro, in termini economici. Si pensi alla settimana Sharm, pensata per i figli degli albergatori ma che riduce le ferie estive.

Fra gli impegni della prossima legislatura, va ribadito, deve essere anche quello di ottenere la libertà per le singole scuole dei singoli gruppi linguistici di potere decidere in autonomia il proprio calendario scolastico.

Lo hanno dichiarato in un comunicato congiunto Alessandro Urzì, consigliere provinciale e Rosanna Oliveri, coordinatrice per la redazione del programma de L’Alto Adige nel cuore Fratelli d’Italia Civici ed Indipendenti UNITI