“Gli amici alleati della Lega assumano impegni con la Svp solo in presenza di accordi chiari e rassicuranti, sui temi sui quali da anni siamo impegnati, e non senza contropartite se non quella generica dell’ingresso in giunta. Che sarebbe gran poca cosa se non addirittura pericolosa senza segnali di discontinuità dalle politiche dell’attuale partner di governo della Svp, il Pd”, ha dichiarato il Consigliere provinciale Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel Cuore)

“Sono certo che non sia così ma fare passare che un eventuale avvicinamento fra Lega e Svp sia solo legato ai posti (per la Lega in giunta provinciale e per la Svp al Parlamento europeo) può essere pericoloso.
Ogni tipo di accordo (da anni sosteniamo la necessità di sostituire il Pd in Provincia) deve essere basato su quello che ci si accorda per fare: la Svp deve fare la sua parte”, ha proseguito Urzì.

“Gli impegni che ci attendiamo sono per una politica speciale (con assegnazione di fondi speciali) per il capoluogo ed i maggiori centri urbani, per le grandi opere che sinora hanno riguardato solo la periferia a partire dalla viabilità. Una riforma della sanità che cancelli i ticket, le liste di attesa, la riacquisizione di ruoli centrali per gli Italiani nella pubblica amministrazione provinciale. La Svp deve, per stringere accordi con il Centrodestra, dichiararsi disponibile a ricontrattare sulla base del rispetto reciproco, le volontà di forzature sulla toponomastica bilingue, accettare una scuola italiana plurilingue senza ostacoli e dichiarare una moratoria permanente delle strizzatine d’occhio ai secessionisti in Consiglio provinciale causa di tante, troppe tensioni. E la Lega siamo certi che questo pretenderà.  Solo dopo si parli di posti. Al contrario il messaggio rischierebbe di essere compreso male”, ha concluso Alessandro Urzì.