Vittoria. La lunga battaglia politica per ottenere canoni adeguati per lo sfruttamento delle acque minerali in Alto Adige incomincia a dare i suoi frutti. Nel corso del 2018 la Provincia di Bolzano incasserà oltre 212 mila euro, mentre nel 2017 con in vigore le vecchie tariffe le entrate si erano fermate a poco più di 28 mila euro.

Luci ed ombre per le decisioni finalmente assunte dalla giunta provinciale sui canoni per lo sfruttamento delle acque minerali che sono stati aggiornati superando quelli ridicoli in vigore per decenni, nel disinteresse della amministrazione provinciale e per la gioia delle aziende che sull’utilizzo di quella risorsa naturale pubblica hanno costruito le loro fortune.

Ora cambierà qualcosa, solo dopo denunce e pressioni del consigliere de L’Alto Adige nel cuore Alessandro Urzì, ma dirsi soddisfatti è troppo. L’operazione è vero che decuplicherà gli introiti della Provincia, ma che questo corrisponda ad allinearsi agli standard nazionali ed a criteri di ragionevole utilità economica per l’ente pubblico dall’assegnazione delle concessioni, siamo ancora lontani dal poterlo dire.

Soddisfatto quindi a metà il consigliere de L’Alto Adige nel cuore Alessandro Urzì che aveva sollevato la questione già una prima volta nel lontano 2004 per poi riproporla con fermezza all’inizio dello scorso anno. Della questione si è occupata anche la trasmissione televisiva Report. “I canoni in vigore fino allo scorso dicembre – commenta Urzì – erano ridicoli oltre ogni ragionevole dubbio e a fronte di introiti milionari da parte delle aziende imbottigliatrici alla Provincia non arrivavano che degli spiccioli.  Con le nuove tariffe appena introdotte le entrate saranno dieci volte maggiori. Le sorgenti di acqua minerale sono un bene pubblico – ricorda Urzì – e pertanto quando utilizzate per uso commerciale dovrebbero garantire un adeguato ritorno alla collettività”.

“Secondo Legambiente – prosegue Urzì – i canoni per lo sfruttamento dell’acqua minerale dovrebbero andare da 0,1 a 2 centesimi al litro, con le nuove tariffe è stato fatto un passo in avanti in questa direzione, anche se siamo ancora lontani da quegli standard. In ogni caso sulla questione dovrà pronunciarsi anche la Corte dei Conti alla quale avevo presentato un dettagliato esposto”.

I dati sulle entrate previste per l’anno in corso sono stati forniti dall’assessore provinciale al territorio Richard Theiner in riposta ad un’interrogazione dello stesso Urzì. Le tariffe idriche per l’esercizio 2017 – si legge nel testo –  sono già state corrisposte dai concessionari per complessivamente 28.456,80 € per le acque minerali per imbottigliamento. Il preventivo dei canoni annui complessivi che la Provincia andrà a riscuotere per ogni singola concessione per gli esercizi 2017-2018  è il seguente: ACQUE FORST € 38.745,89, KAISERWASSER € 59.311,91,  PLOSE € 86.704,11 , SAN ZACCARIA € 27.301,44 €. Per l’anno 2017 i canoni sono stabiliti in base alla concessione secondo la vecchia legge. A partire dall’anno 2018 i canoni vengono riscossi in base alla nuova normativa contemplando anche il quantitativo imbottigliato del precedente anno e dal 2019 verrà tenuto conto anche del quantitativo derivato e rilevato nell’anno precedente, in quanto il dato sarà disponibile solo dal 2019 in poi. La modifica dei canoni per l’acqua minerale è stata introdotta con delibera della Giunta provinciale del 5 dicembre 2017, n. 1343.