Una indicibile provocazione, un atto di irriverenza verso la Presidenza della Repubblica italiana. Questo è lo spirito della lettera/provocazione inviata dai consiglieri antitaliani di Suedtiroler Freiheit al Capo dello Stato Mattarella, con cui si richiede la grazia per lo stragista Heinrich Oberleiter, riparato da decenni fra Austria e Germania per sfuggire ad una pesante condanna inflitta dalla Giustizia per una serie di gravissimi episodi di violenza dichiaratamente antitaliani legati alla stagione delle stragi.

Un personaggio che mai ha scontato un solo giorno di carcere e che anzi dall’estero ha proseguito per lunghi anni la sua campagna secessionista e che oggi viene descritto da Sven Knoll e Myriam Atz Tammerle come un uomo che invece si è “battuto per il diritto all’autodeterminazione dei Sudtirolesi e per la salvaguardia della lingua, della cultura e delle tradizioni della nostra Terra”. Un terrorista definito semplicisticamente come un idealista.

I due consiglieri provinciali hanno descritto al Presidente della Repubblica Oberleiter come un personaggio “in esilio e da più di 50 anni” e non un volgare latitante, alla stregua di quel Cesare Battisti riconsegnato alle patrie galere dopo un analogo lunghissimo periodo di fuga.

“Rispetto a tutta questa mistificazione esprimiamo sdegno e sconcerto appellandoci al Presidente della Repubblica italiana per richiamare il principio della riconciliazione che non può passare attraverso il riconoscimento dell’impunità per gli autori di gravissimi reati che ancora, come la lettera di Knoll e Atz Tammerle dimostra, sono visti con benevolenza e riconoscenza in Alto Adige. Concedere la grazia significherebbe derubricare il terrorismo ad un fatto politico quando invece è stato solo delinquenza”, ha dichiarato in merito il Consigliere provinciale e regionale Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel Cuore-Fratelli d’Italia)