L’aggressione con l’acido in pieno centro città a Bolzano non è fatto da liquidare come episodio di cronaca ma una testimonianza di imbarbarimento del vivere civile in una città che era l’emblema della civiltà, come Bolzano.

Non si chiede una città blindata e militarizzata, si chiede però con forza che siano le istituzioni, lo Stato, a fare valere alcuni principi fondamentali di legalità che sono venuti meno sul piano delle politioche di contenimento dell’immigrazione di massa incontrollata.

Encomio va alle forze dell’ordine per il loro costante presidio del territorio e la cura delle emergenze ma i mezzi e le risorse messe a disposizione dal Governo non sono illimitate.

E’ qui che manca completamente però l’azione del Comune di Bolzano: va definita la rete di videosorveglianza ma soprattutto il personale della polizia municipale deve essere posto a presidio permanente delle aree critiche della città. Permanente. Meno multe per chi supera di cinque km/h la velocità consentita e più controllo del territorio.

Cosa si sta aspettando ancora?

E la Provincia che competenze dirette non ha metta a disposizione dei Comuni esposti misure economiche di emergenza per rafforzare i sistemi di sicurezza che i Comuni possono apprestare. Invece di fingersi l’isola felice che non è più. A Fiè e Falzes, forse ancora, ma Bolzano no.

Alessandro Urzì

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Posted by L'Alto Adige nel Cuore on Friday, 11 August 2017