Alloggio per padri separati? Li ha chiesto il Consigliere provinciale de L’Alto Adige nel Cuore, Alessandro Urzì con una mozione in Consiglio provinciale. La bocciatura è stata secca da parte della maggioranza PD/Bizzo/Svp.

L’assessore Tommasini ha parlato di demagogia, riferendosi alla proposta di Urzì. Spiegando perché: “Abbiamo 13250 alloggi sociali, la coperta è questa, se la tiriamo da una parte coprendo una maggiore richiesta dei padri separati lasceremo fuori le famiglie numerose, se diamo più spazio ai nuclei familiari poveri lasciamo fuori i padri separati. Con questi numeri non possiamo fare di più”, ha spiegato l’assessore.

“Eh, no, assessore, basterebbe avere più alloggi pubblici, come chiediamo da anni, e quindi intervenire sulle emergenze del nostro tempo, e fra queste c’è anche quella dei padri separati. Ignorarle significa abdicare al proprio ruolo”, ha dichiarato Urzì.

Cosa vivono molti padri separati? La somma del vecchio mutuo, in molti casi, e del mantenimento della ex moglie se non economicamente sufficiente e dei figli, oltre alle spese per iniziare una nuova vita (affitto, utenze) creano situazioni di grande precarietà economica con il rischio di lambire la soglia della povertà, senza considerare che l’indisponibilità di un’abitazione decorosa, preclude la possibilità di accogliere e vedere in modo continuativo i propri figli.

Negli ultimi tempi diverse amministrazioni regionali e comunali hanno iniziato ad inserire tra le voci della propria politica sociale quella di assistenza ai genitori separati, non necessariamente i padri, con interventi atti a facilitare la ricerca di un alloggio temporaneo in attesa di una sistemazione definitiva o permettendo la detrazione delle spese di mantenimento, in modo da raggiungere livelli di reddito più bassi a ottenere gli aiuti disponibili per tali fasce.

A Roma è sorto il Condominio dei papà, un complesso di 20 alloggi, costituiti da angolo cottura, saloncino con tv, camera e bagno con lavatrice, accessibile con un contributo di 200 euro al mese per il tempo massimo di un anno. Anche a Milano è in fase di progettazione una struttura con 160 appartamenti e spazi comuni, come mensa, biblioteca, giardini, mentre sempre nel capoluogo lombardo alcuni padri hanno ottenuto in comodato gratuito alcuni appartamenti sequestrati alla criminalità organizzata, a patto che provvedessero essi stessi a ristrutturarli.

La situazione di disagio non risparmia ovviamente la nostra provincia: sono quindi opportuni interventi urgenti che possano sostenere i tanti padri altoatesini alle prese con situazioni difficili, ancorché temporanee, affiancando iniziative meritorie avviate dall’associazionismo.

E come fare per affrontare l’emergenza? Realizzare nuovi alloggi, anche comunitari.

Adatto a ciò potrebbe essere l’ex Pascoli/Longon a Bolzano, doveva esserlo il complesso del convitto presso le ex Mignone. Invece nulla. O le tante case Ipes assegnate ai migranti in provincia.

“La Sinistra (PD e Bizzo) e la Svp non hanno condiviso questa esigenza e non hanno votato la mia richiesta che proponeva di prevedere, con mezzi sempre più importanti, la realizzazione di interventi di sostegno ai genitori separati assicurando loro la possibilità di un’esistenza dignitosa, presupposto necessario per l’esercizio del loro ruolo genitoriale; prevedere, anche  di concerto con l’Ipes, soluzioni abitative adeguate a favore dei padri separati,  che tengano conto della necessità di tutelare il rapporto tra genitori e figli non abitualmente conviventi; prevedere che, considerato che presso il Convitto ex Mignone di piazza Nikoletti a Bolzano sono disponibili 18 appartamenti, che quelli liberi – o una parte di essi – siano adibiti ad alloggi di emergenza da assegnare a padri separati in gravi difficoltà abitative. Non ha ritenuto utili né questi né altri provvedimenti l’assessore Bizzo così come la Svp, il Presidente del Consiglio Bizzo pur dirigendo i lavori quindi essendo in aula nemmeno ha partecipato al voto”, ha concluso Alessandro Urzì.