“Ad oggi nell’intero territorio della provincia di Bolzano ci sono 16 medici di base con incarico provvisorio.”  Lo comunica l’assessore provinciale alla Sanità Martha Stocker rispondendo ad una interrogazione del consigliere provinciale de L’Alto Adige nel cuore Alessandro Urzì.

“Per la grave carenza di medici convenzionati per la medicina generale in tutto il territorio provinciale – così l’assessore nella risposta ad Urzì – lo scorso anno è stato aperto un termine straordinario di presentazione delle domande per l’inserimento in graduatoria provinciale, a valere per l’anno 2018. A seguito di ciò potranno essere assegnati più di 30 incarichi a tempo indeterminato. Ma nonostante l’alto numero dei medici presenti nelle varie graduatorie, provinciale, aziendale o di disponibilità, l’Azienda sanitaria fa fatica a coprire i posti di medicina generale, perché molti di coloro che risultano in graduatoria risultano già in servizio negli ospedali provinciali o con altro incarico.”

La verità è che si fa fatica a reclutare nuove leve soprattutto per il rigidissimo requisito del patentino di bilinguismo per cui alla competenza sanitaria viene preferita quella linguistica. Va al contrario, sostiene da tempo Alessandro Urzì, garantita una maggiore flessibilità, permettere anche a chi non è in possesso del patentino di essere reclutato con un ampio margine di tempo per potere ottenere la certificazione o affiancandosi su un dato territorio già servito da un medico bilingue per alleggerire la pressione del numero dei pazienti. Invece su questo l’inflessibilità della Provincia è stata sinora totale.

“Compito dell’Azienda sanitaria – si legge nella risposta all’interrogazione – è assicurare l’assistenza del medico di base a tutti i residenti nel territorio provinciale. In caso di pensionamenti per garantire l’assistenza si procede all’assegnazione di incarichi provvisori o al temporaneo aumento del massimale di scelta ai restanti medici presenti in quel territorio interpellando rispettivamente, in base agli accordi vigenti i medici presenti nella graduatoria provinciale, in quella aziendale o nelle liste di disponibilità.

“La maggior parte di questi incarichi provvisori – si legge sempre nella risposta all’interrogazione – si trasformeranno in incarichi definitivi in occasione del prossimo bando di assegnazione delle cosiddette “zone carenti”.  I medici che stanno concludendo il corso triennale di formazione specifica in medicina generale relativo agli anni 2015-2018 sono 16, di cui 5 concluderanno in maggio 2018 il corso, altri 9 probabilmente in settembre e altri 2 in gennaio 2019. Per quanto riguarda il corso relativo agli anni 2016-2019 dovrebbero diplomarsi in 9 e per quanto riguarda il corso formativo relativo agli anni 2017-2020 12 dovrebbero concludere la formazione.

“E’ auspicabile un’attenta riflessione – ha affermato il consigliere Urzì – per capire il motivo per cui non si trovano più medici di base. So ovviamente che non si tratta solo di un problema che affligge solo la sanità in Alto Adige quanto piuttosto di una crisi generalizzata su scala nazionale e soprattutto dell’area centro – nord. Qui da noi però il requisito del patentino è ovviamente un’ulteriore barriera che si sovrappone alle problematiche del resto del Paese. Sono necessari interventi urgenti sul fronte dell’assistenza territoriale, perché l’allarme è stato lanciato da tempo: entro un anno nell’intero Paese saranno oltre un milione le persone senza medico di famiglia, perché i nuovi assunti non riescono a coprire i posti lasciati vacanti da chi va in pensione. Cosa fare? Intanto scorrere le graduatorie ed incentivare nuovi medici ad abbracciare la professione, anche con incentivi economici e eliminare il requisito del bilinguismo lasciando ai pazienti il diritto di scegliere un medico senza tale titolo di competenza linguistica ma bravissimo professionalmente.”