“Il referendum in Val Venosta ha aperto la strada ma adesso c’è una certa fibrillazione anche a Bolzano: la provincia sia dichiarata libera dai pesticidi!”, ha dichiarato Alessandro Urzì.

L’Alto Adige nel cuore assieme a Fratelli d’Italia sta lanciando la campagna sollecitata da moltissimi residenti anche nel capoluogo.

Sembra strano? No. La città infatti e molti suoi quartieri confinano se non sono immersi nei frutteti. Per spostarsi a piedi o in bicicletta si usano le strade che sfiorano i meleti o i vigneti, molti edifici residenziali si sporgono sulle campagne, a Bolzano come a Merano o in altri centri della provincia, soprattutto in Bassa Atesina, Val Venosta, Val d’Isarco o lungo l’asta della valle dell’Adige fra Bolzano e Merano.

E l’uso di sostanze spruzzate sulle piante è notevole. In omaggio ad una delle più potenti categorie economiche del territorio il tema dell’abolizione dei pesticidi è rimasti sinora tabu.

“Sono rispettate le normative che parlano di zone di rispetto? Non sta a noi controllare. Ma si chiede di fare un passo ancora più lungo, ossia dichiarare la volontà di fare rientrare l’intero Alto Adige come zona esente da uso di pesticidi. Se la sfida per una agricoltura di eccellenza e biologica vuole essere raccolta questa sarebbe l’opportunità per dimostrarlo davvero. Il logo per la campagna è pronto, si stanno organizzando anche gli interessati”, ha dichiarato il Consigliere provinciale Alessandro Urzì.

“Il progetto sarà presentato all’inizio della prossima legislatura al nuovo assessore all’agricoltura chiedendo la collaborazione delle istituzioni. I cittadini da soli possono proporre e sollecitare. Ora però ci si aspetta che alla vigilia delle elezioni tutti i partiti dicano come la pensano anche su questo tema che sarà posto all’attenzione delle istituzioni provinciali con l’inizio della legislatura”, ha concluso Urzì