“Il ripristino della denominazione Alto Adige all’interno della legge europea approvata oggi dalla giunta provinciale di Bolzano è una vittoria di tutta la comunità italiana. Un riconoscimento di giustizia in nome del tricolore e della sovranità nazionale che rischiava di essere calpestata da un’operazione maldestra avallata dal presidente Arno Kompatscher”.

A sostenerlo in una nota è Alessandro Urzì, Consigliere regionale e provinciale de L’Alto Adige nel cuore-Fratelli d’Italia, che nelle scorse settimane aveva guidato la protesta, portandola fino in Parlamento.

“Quella che il presidente Kompatscher ha provato a bollare come una semplice incongruenza era a tutti gli effetti uno dei tanti tentativi che la Svp, per dare un contentino agli amici secessionisti di Süd-Tiroler Freiheit, mette quotidianamente in atto per discriminare la comunità italiana altoatesina. Succede con la toponomastica, sta succedendo con la legge provinciale che autorizza i medici che conoscono solo la lingua tedesca all’esercizio della professione attraverso il proprio ordine o collegio professionale nell’ambito della provincia di Bolzano, riconoscendo sì la parificazione fra le lingue italiana e tedesca dettata dall’articolo 99 dello Statuto di Autonomia, ma ignorando che ai sensi del medesimo Statuto è l’italiano la lingua ufficiale dello Stato e che come tale essa deve essere conosciuta”, spiega Urzì.

“Su questi temi – conclude il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia – non faremo sconti a nessuno. L’Alto Adige è Italia e fino a prova contraria è la Costituzione Italiana e il già bilanciato contesto dell’autonomia prevista dallo Statuto a garantire la perfetta coabitazione di tutte le comunità presenti sul nostro territorio che certamente non hanno alcun bisogno di vivere nuove stagioni di secessionismo”.