Ricorre oggi il 52° anniversario della strage di Cima Vallona, un atto terroristico compiuto il 25 giugno 1967 dai separatisti antiitaliani del Befreiungsausschuss Südtirol contro una pattuglia di militari italiani: a Cima Vallona di San Nicolò di Comelico in provincia di Belluno persero la vita il capitano Francesco Gentile, del Battaglione Carabinieri paracadutisti Tuscania, il sottotenente Mario Di Lecce e il sergente Olivo Dordi, incursori del battaglione Col Moschin, mentre il sergente maggiore Marcello Fagnani, anch’egli incursore, rimase gravemente ferito. Sul luogo dell’esplosione furono trovate due tavolette di legno con incisa la rivendicazione a firma del BAS.

Ricordare con affetto e commozione i giovani militari italiani vittime innocenti della follia secessionista – ha commentato commosso il consigliere provinciale di Alto Adige nel cuore – Fratelli d’Italia Alessandro Urzì – è un nostro dovere morale e civico.