“L’appello di incondizionata fiducia elettorale verso il Presidente Kompatscher ed attraverso di lui verso la Svp, anche inaspettato da parte di numerosi rappresentanti di aziende economiche o di interessi di categoria altoatesini, fra cui molti italiani, imporrà come primo atto della legislatura da parte de L’Alto Adige nel cuore Fratelli d’Italia la richiesta di una Commissione d’inchiesta per rendere pubblici tutti i vincoli di interesse che legano ciascun firmatario alla Provincia: finanziamenti, sponsorizzazioni, sostegni diretti o indiretti di vario genere, ha dichiarato Alessandro Urzì, Consigliere provinciale de L’Alto Adige nel Cuore.

“Tutto sarà oggetto di una indagine dettagliata che mi assumo sin d’ora l’onere di compiere per poi pubblicare ogni singolo rapporto in essere diretto o indiretto di ciascun firmatario con Madre Provincia e quindi indirettamente con il Presidente in pectore Arno Kompatscher”, ha detto Urzì.

“Questo potenziale sistema di interessi e clientele, che si palesa ormai anche in modo da molti ritenuto indecente con un diretto appello al voto per il principale titolare del diritto alle erogazioni economiche, manifesta l’Alto Adige come uno dei territori italiani almeno moralmente più condizionati da legami che vanno a questo punto dettagliatamente indagati. La trama di connivenze appare paurosa e non ha nulla da invidiare a quella di territori del nostro Paese normalmente ritenuti più corrotti. Mi assumo al contempo l’impegno nel caso di nostra partecipazione al governo di troncare i rapporti in essere fra i più evidenti casi di ambigue commistioni di interessi”, ha proseguito Alessandro Urzì, capolista de L’Alto Adige nel Cuore-Fratelli d’Italia-UNITI alla provinciali del 21 ottobre 2018.

“I rapporti fra Provincia e imprenditori, aziende, società, organizzazioni che hanno attraverso propri rappresentanti o in forma diretta sottoscritto l’appello per il presidente Kompatscher, devono essere resi trasparenti in ogni dettaglio. Non che una dichiarazione di simpatia politica non possa essere ritenuta legittima, ma legittima sia considerata anche la nostra più imponente azione di indagine degli ultimi vent’anni sul sistema di contatti fra mondo dell’economia, della politica e della finanza in Alto Adige e correlazione fra queste spontanee dichiarazioni e gli interessi in campo. Se alcuni elementi dovessero essere confermati potrebbe essere presentata anche una denuncia alla magistratura per verificare la sussistenza di elementi che prefigurino un voto di scambio. In Trentino è bastato un accordo preelettorale fra un candidato e una associazione per portare ad un processo penale”, ha concluso Urzì.