“Ci risiamo, ma ormai non si può più parlare solo di vandalismo, è il segnale di una insofferenza culturale verso la toponomastica italiana che si consuma in continui atti di insofferenza. L’incursione nel territorio di Appiano di persone armate di pennarelli che hanno cancellato vistosamente i nomi italiani dai cartelli dell’Avs, incursione che documentiamo (la foto è di un residente), è l’ultima di una serie, ma è però la figlia di un clima negativo generalizzato verso il bilinguismo”, denuncia il Consigliere provinciale Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel Cuore).

“Solo poche settimane fa il Comune di Appiano, senza reazioni di un qualche significato dell’assessore alla cultura italiana del PD, sono state cancellate definitivamente dallo stradario comunale le denominazioni di Gaido, Predonico, Castelvecchio. Per ottenere qualche cartello bilingue (non tutti) dall’Alpenverein (quelli danneggiati ora) si è dovuto lottare per anni. E questo continuo dovere insistere per ottenere quello che alla Comunità italiana dovrebbe spettare di diritto crea l’idea in persone senza freni che si possa ritenere il bilinguismo un optional, spesso fastidiosamente sopportato”, ha proseguito Urzì.

“Chiederò alla amministrazione provinciale di intervenire anche finanziariamente per sostenere l’opera di pulizia dei cartelli colpiti dai vandali. Ma non servirà nulla se nella stessa Provincia continueranno a lanciare messaggi ambigui, per cui sia legittimo pensare di cancellare una parte della toponomastica. Solo per rimanere ad Appiano solo qualche mese fa il Pd e la Svp si erano trovati d’intesa nell’approvare la norma che avrebbe abolito d’ufficio, per esempio, il nome di Castel d’Appiano. Inutile poi stupirsi che qualcuno passi dalle parole ai fatti”, ha concluso Alessandro Urzì