Nella serata di ieri, in Consiglio comunale, a seguito delle delibere sono state discusse le mozioni dei consiglieri dell’opposizione.
Due sono state le mozioni  discusse che vedevano il consigliere comunale di Alto Adige nel cuore Gabriele Giovannetti primo firmatario. Entrambe riguardavano il quartiere Oltrisarco – Aslago ed erano state trasmesse dal consigliere di circoscrizione Kevin Morghen.


La prima che prevedeva il rinnovamento e l’ampliamento della casetta in legno del Parco Mignone é stata approvata all’unanimità. Con tale mozione, si è dato mandato alla Giunta comunale di studiare un piano che garantisse una maggiore fruibilità della struttura da parte delle famiglie che frequentano il parco, consentendo un accesso ai bagni anche dall’esterno.


La seconda mozione prevedeva la realizzazione di un centro di aggregazione ad Oltrisarco – Aslago. Dopo un lungo dibattito la mozione é stata respinta senza voti contrari ma con i voti di astensione della maggioranza. La mozione depositata in gennaio era già stata di fatto recepita dalla giunta che aveva poco dopo il deposito previsto la realizzazione del centro di aggregazione all’interno del progetto “Sinfonia”.

“Si é voluto però – ha dichiarato il consigliere Giovannetti –  metterla in votazione nonostante il già avvenuto recepimento come segno di protesta per i tempi di trattazione delle istanze dell’opposizione (più di 7 mesi).”


“Ciò che però mi ha maggiormente stupito durante la discussione – ha proseguito Giovannetti  –  sono state le poche e confuse idee dell’assessorato al sociale sul rilancio della socialità in un quartiere che ne avrebbe estremo bisogno come Oltrisarco. Pur invocando la necessità di un piano complessivo che coinvolga tutto il quartiere, pare evidente che questo nonostante tutti gli stimoli provenienti dal quartiere e dalle opposizioni sia ancora a uno stadio estremamente embrionale.” 

“Pare evidente – ha concluso Giovannetti – che l’accavallarsi in capo ad un solo assessore di competenze così importanti come la cultura, il sociale e il patrimonio, impedisca una cura più che superficiale di ciascuna di esse. Se la cultura sembra infatti funzionare, sociale e patrimonio paiono essere caratterizzato da immobilismo e conservazione. Forse su questo sarebbe dunque necessario un ripensamento.”