“Gli attentati contro la partecipazione dei nostri alpini in congedo, da tutta la regione e oltre, alle manifestazioni di inaugurazione della Adunata nazionale di Trento sono esecrabili e punta di un iceberg di un sottobosco insurrezionalista e sovversivo che va estirpato alla radice con provvedimento severi e definitivi”, ha dichiarato Alessandro Urzì (Consigliere provinciale de L’Alto Adige nel Cuore).

“Impossibile non mettere in collegamento gli attentati di questa notte con l’occupazione di sociologia a Trento durante la quale sono apparsi volantini che accusano gli alpini di essere assassini. Questi episodi, che sappiano non essere per nulla sottovalutati dalle forze dell’ordine che stanno compiendo una silenziosa opera di protezione degli accorsi alla meravigliosa Adunata di Pace a Trento, devono però imporre una reazione corale ed unitaria di tutto il mondo civile con la richiesta di applicazione delle misure più severe che la legge prevede verso questi provocatori che sono facilmente individuabili nei soliti circoli di comunisti e anarchici trentini”, ha proseguito Urzì.

“Di fatto però oggi costoro hanno impedito a migliaia di penne nere dall’Alto Adige e dal Veneto di partecipare alle prime iniziative che avviavano l’Adunata. La nostra solidarietà a tutti coloro che sono impegnati nel garantire il regolare svolgimento della Adunata ed a tutti gli Alpini”, ha concluso il Consigliere.