Se si voleva mandare a casa il sindaco bastava votare sì alla variante del PRU di via Alto Adige.

Affannarsi adesso a presentare una mozione di sfiducia avrà solo effetti deleteri.

Da un lato contribuirà sicuramente a ricompattare la maggioranza in tempi più rapidi del previsto, considerato che la stessa è già impegnata in una verifica interna come auspicato anche dal Presidente della provincia Kopmpatscher, dall’altro una sfiducia che andasse in discussione, come probabile, dopo il 1 settembre avrebbe l’effetto, se approvata di portare la città a votare a maggio e non a novembre come pensa una parte dei proponenti. La città verrebbe gestita di fatto per l’ordinaria amministrazione da un commissario e i grandi investimenti sarebbero ulteriormente scoraggiati perché non attuabili prima di un anno. Una discussione su temi di questa importanza dovrebbe inoltre essere preceduta da un chiarimento interno all’opposizione e senza fughe in avanti da parte dei singoli gruppi.

 

E’ evidente che se la mozione venisse comunque presentata voteremmo a favore della sfiducia, ma non la firmeremo.

 

E’ ora di finirla con i tecnicismi e iniziare a lavorare su cose concrete. Se il vero obbiettivo era mandare a casa il sindaco bastava votare sì alla delibera sulla variante del PRU di via Alto Adige. Ma così non è stato per una parte di coloro che adesso si prodigano in mozioni di sfiducia, probabilmente più per una questione di visibilità che per una vera utilità civica.

La giunta e il Sindaco si stanno già impegnando da soli per mandarsi a casa e occasioni più propizie non mancheranno di certo, di qui a quattro mesi ci sarà da discutere il bilancio e una sua eventuale bocciatura comporterebbe nuove elezioni a maggio. Quella che si pone è una questione di opportunità: politica e per la città, ma in questo momento non c’è né una né l’altra.

 

 

Gabriele Giovannetti            Alessandro Forest            Francesco Mafrici