REGISTRO PER LA BIGENITORIALITÀ, VIA LIBERA DELLA PROVINCIA SU RICHIESTA DI URZÌ AD UNA FASE DI SPERIMENTAZIONE COINVOLGENDO I COMUNI E LE ALTRE ISTITUZIONI PUBBLICHE INTERESSATE

Approvata oggi dal Consiglio provinciale con 28 voti favorevoli e tre astenuti (i secessionisti di Suedtiroler Freiheit) la mozione di Alessandro Urzì con la quale si individuava nel registro della bigenitorialità la strada da seguire per rafforzare le politiche a tutela dei diritti dei minori, figli di separati o divorziati.

I figli, i minori devono essere posti al centro. Una fine traumatica di un matrimonio può separare una famiglia ma non deve fare perdere ai figli il diritto ad avere un padre ed una madre.
Ecco cosa è il registro per la bigenitorialità.

Alcuni comuni come Merano, Bolzano, Bressanone, ora Laives (per citare i maggiori) lo hanno introdotto con modalità diverse.
Oggi gli effetti di strumenti di questo tipo vanno valutati perché possano essere messi a punto e resi pienamente efficienti.

Questo si proponeva la mozione che partiva da una premessa: la Legge 8 febbraio 2006, n. 54Disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli” ha sancito che “anche in caso di separazione personale dei genitori il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi, di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale.”

Ciò significa considerata la necessità di tutelare i diritti dei minori affermando il diritto e il dovere di entrambi i genitori anche in caso di separazione o di divorzio di esercitare il proprio ruolo. Fra le varie esigenze c’è quella alle comunicazioni delle istituzioni pubbliche che riguardano l’esercizio di ogni tipo di diritto da parte del minore ai domicili di entrambi i genitori al di là del fatto che solo ad uno il figlio sia stato affidato. Ciò mantiene viva la presenza di entrambi i genitori nelle scelte fondamentali che riguardano il minore.

La mozione ha impegnato la Provincia a verificare assieme alle amministrazioni comunali altoatesine, anche sulla base delle esperienze maturate nei comuni in cui il registro sulla bigenitorialità è stato già istituito, e riconoscendo la centralità del minore e il suo superiore interesse,

1) l’istituzione del Registro amministrativo per il Diritto del minore alla bigenitorialità, individuando gli uffici competenti alla sua gestione;
3) l’organizzazione del registro, con conseguente domiciliazione del minore, per tutti i fini amministrativi, presso le residenze di tutti e due i genitori.
4) l’estensione di una informazione rivolta ad altre istituzioni pubbliche sulla opportunità di effettuare le proprie comunicazioni relative ai diritti del minore ai domicili di entrambi i genitori.