Un concorso bandito dalla Provincia (appetibile, per 15 posizione da capo ufficio) rischia di “saltare” dopo la prima fase selettiva perché dà un esito diverso rispetto a quello che… qualcuno si aspettava?

Massima, assoluta e incondizionata chiarezza: è quella che viene richiesta in questa fase alla più alta “nomenclatura” della Provincia ed al potere politico che ha l’autorità di governarla. Le voci che si stanno susseguendo su possibili imminenti provvedimenti di “annullamento in autotutela” del concorso devono essere sgombrate.

I fatti: il 21 febbraio scorso viene affrontata la preselezione della procedura di

valutazione per la nomina a direttrice o direttore di 15 Uffici provinciali, indetta con decreto del Presidente della Provincia n°26002 dell’11.12.2019.

Al concorsone partecipano all’incirca 200 candidati.

Fra di essi tanti concorrenti interessati ad approdare alla pubblica amministrazione provinciale ma anche un certo numero di reggenti ufficio, ossia funzionari che stanno gestendo “pro tempore” gli uffici per cui si candidano alla direzione a seguito di pensionamenti, dimissioni, trasferimenti dei precedenti capi ufficio.

Ora il concorso può avere due esiti: o stabilizzare le posizioni dei reggenti ufficio o assumere dall’esterno dell’amministrazione (o da altri suoi comparti) nuovi dirigenti.

Il risultato della preselezione ha portato alla individuazione di una quarantina di candidati che hanno passato “il turno” e si sono proiettati nella seconda metà del concorso, gli esami orali.

Fra i selezionati pare che figuri solo uno dei reggenti attuali d’ufficio, mentre della quarantina di “vincitori” della prima fase risultano molti candidati esterni che quindi hanno mostrato una competenza maggiore rispetto a tutti gli altri.

Ora il problema sorgerebbe “informalmente” dalla levata di scudi di molti alti dirigenti provinciali (a livello superiore dei capi ufficio) che davano per scontata la selezione degli attuali reggenti, come una sorta di “continuità” dovuta, frutto, si mormora, anche in alcuni casi di qualche  “sintonia” o dell’idea che la burocrazia provinciale debba scegliere se stessa e non essere scelta per meriti e competenza.

Formalmente il problema però sorge per un ricorso di un candidato che non ha passato la preselezione, e che pare sia uno dei reggenti attuali d’ufficio.

Suo pieno diritto ricorrere, ovviamente.

Il tema è che questo legittimo ricorso avrebbe aperto la riflessione sulla giustificazione dell’ipotesi di sospendere in autotutela l’intero concorso, vanificandone la preselezione.

Un fatto che ovviamente andrebbe considerato molto impegnativo e inusuale, che azzererebbe una selezione “non propriamente gradita” (come molti dicono) già avviata sulla base però di un sistema di valutazione innovativo (per più uffici e non per uno solo alla volta) e certamente più imparziale. E’ evidente che svolgere per ogni direzione d’ufficio (come accaduto il più delle volte sinora) un concorso permette di “restringere” (per essere benevoli) molto di più la selezione, tanto che nel passato poche erano state le sorprese (sempre possibili) degli esiti: conferme per i reggenti. Poche chance per chi è meno organico…

Ora quindi con una interrogazione urgente richiedo immediatamente chiarezza sulle intenzioni del vertice dell’amministrazione provinciale in merito al destino del concorso. Sarebbe ingiustificabile, in assenza di straordinari motivi da dettagliare con assoluta precisione, azzerare un concorso che è costato risorse economiche, ha impegnato l’amministrazione e oltre 200 candidati.

Il diritto di eventuali ricorrenti ovviamente va assolutamente garantito me deve essere il Tribunale a farlo. Ogni altra valutazione discrezionale può assumere anche il sapore di un giudizio politico sul merito piuttosto che sulla forma: da una amministrazione provinciale  ci si attende che difenda un suo concorso bandito immaginiamo con tutte le cautele imposte.

Dare anche solo l’idea (trasmettere la sensazione o il dubbio) che possa esserci un intervento superiore per interrompere una selezione di personale dirigente della Provincia solo perché l’esito della prima selezione non è stato gradito a qualcuno è inammissibile.

Chiederemo ragione in queste ore sulle intenzioni, al di là dei rumors.

Alessandro Urzì

Consigliere regionale e provinciale di Fratelli d’Italia L’Alto Adige nel cuore