Come giudicare, se non con sdegno e incredulità, la messa in scena da giovedì 10 maggio a Bolzano di una mostra in omaggio alla memoria dei terroristi omicidi secessionisti degli anni Sessanta e Settanta?

Perché la riprovazione? La scelta della data non passa inosservata: il 9 maggio è la ricorrenza istituita con la legge 4 maggio 2007 n° 56 voluta dalla Repubblica Italiana per celebrare istituzionalmente sotto gli auspici del Capo dello Stato le vittime del terrorismo.

Il 9 maggio come data simbolo, il giorno in cui furono uccisi sia Peppino Impastato che Aldo Moro.

“In Alto Adige non solo la giornata del 9 maggio, per cui da anni chiedo inutilmente a Provincia e Regione delle celebrazioni ufficiali a memoria delle oltre venti vittime civili e militari del terrorismo separatista, non viene celebrata ma al contrario al suo posto, in spregio della memoria delle vittime, si organizzano manifestazioni di omaggio per i carnefici”, ha dichiarato Alessandro Urzì, Consigliere provinciale de L’Alto Adige nel Cuore.

“La mostra è promossa dall’Andreas Hofer Bund Tirol e dal Südtiroler Heimatbund. Il titolo è apertamente apologetico: Il Bas (la sigla terroristica che firmò diversi attentati anche mortali), martire della Libertà. Una mistificazione storica che se offende la verità è tanto più violenta ed insopportabile proprio per la scelta della data, all’indomani della giornata dedicata alle vittime del terrorismo. Chiederò alle autorità di verificare che nella mostra non si prefigurino peraltro reati come quello di apologia di reato (considerata la benevolenza con cui è trattato il fenomeno dell’uso della violenza politica). Interpellerò a riguardo anche il ministro degli Interni”, ha concluso Urzì.