Tasso d’inflazione quasi il doppio che a livello nazionale, tabella dell’indice dei prezzi al consumo impietosamente feroce verso Bolzano, al vertice o quasi delle classifiche nazionali ma solo per costo della vita.

Insomma i dati diffusi dall’Astat in queste ore sono un colpo allo stomaco per i cittadini di Bolzano e finiscono per essere anche un atto di accusa verso l’amministrazione uscente che su questo tema e sui rimedi possibili non ha mai speso una parola.

Riassumiamo i dati: nel mese di gennaio 2020 l’inflazione – calcolata sulla base dell’Indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati (FOI) senza tabacchi – è risultata pari all’1,2% per il comune di Bolzano mentre era di medo della metà, allo 0,5%, a livello nazionale.

Complessivamente nel 2019 l’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività è aumentato rispetto all’anno precedente dell’1,3% nel comune di Bolzano e

dello 0,6% a livello nazionale.

L’andamento crescente del tasso di inflazione, registrato già negli ultimi mesi del 2016 e nel corso del 2017 e 2018 nel comune di Bolzano, ha avvertito un lieve

calo nel 2019, per poi risalire nell’ultimo mese. Nel capoluogo altoatesino il tasso di inflazione è più alto nei primi mesi del 2019, raggiungendo il picco ad aprile

(+1,8%), mentre sarebbe leggermente diminuito nella seconda parte dell’anno. Ma sempre quasi nel doppio che a livello nazionale.

Insomma: scorrono fiumi di denaro ma pare davvero che la ricchezza in Alto Adige ed a Bolzano premi sempre i soliti e alla maggioranza spetti sempre e solo pagare un costo della vita impazzito legato alla chiusura del nostro territorio, all’asfittica propensione alla limitazione di competizione e concorrenza (si vedano gli oligopoli esistenti), alla vocazione all’isolazionismo (si vorrebbe anche fare chiudere i centri commerciali la domenica) che fa fuggire i compratori fuori provincia. I prezzi sono da territorio turistico ma i residenti non sono esonerati da pagarne il prezzo.

Stupisce come questo dato preoccupante e che dura nel tempo non sia mai stato oggetto di alcuna riflessione pubblica da parte dell’amministrazione uscente di Bolzano.

Va immediatamente posta la richiesta di attivare un urgente “tavoli di crisi” ed un confronto fra parti sociali, economiche e civiche per definire il quadro degli interventi necessari per superare questo gravissimo elemento di aggravio economico sulle spalle dei bolzanini che farebbero volentieri a meno dei titolo di vincitori della speciale classifica di “fra i più gravati dal costo della vita” d’Italia.

Lo ha dichiarato Alessandro Urzì, Consigliere provinciale e regionale di Fratelli d’Italia-L’Alto Adige nel Cuore