Dire no alla cancellazione e sostituzione del nome di Cadorna dalla via omonima di Bolzano non è questione di arroccamento su questa o quella espressione, è questione di impedire che la storia invece di poterla leggere per intera (anche attraverso le stratificazioni odonomastiche, specchio ciascuna del loro tempo) sia sostituita o cancellata. Si chiama: revisionismo.

Una via dedicata alla scomparsa Senatrice Lidia Menapace? Credo che nessuno possa avere nulla da obiettare, anche chi fu avversario di molte delle sue idee ma la stimò per coerenza e passione politica che rendono viva e grande la democrazia.

Ma si dedichi alla Senatrice Lidia Menapace una via nuova, se il Comune avesse ancora la capacità di tracciare vie nuove invece di creare ingorghi di vicoletti per risparmiare due meli dando scarso respiro allo sviluppo urbanistico della città.

Eppure vie nuove ne esisteranno, per esempio verso l’area di sviluppo lungo via Druso. O nell’area dell’ex scalo ferroviario che presto sarà urbanizzato. Prenotiamo una via decorosa per Lidia Menapace. Anche se ci chiediamo se dovremmo anche noi raccogliere firme e proporre petizioni per chiedere che almeno con pari rispetto questa amministrazione ricordasse altri cittadini illustri della storia democratica di Bolzano come i fratelli, entrambi deputati come Lidia Menapace, Andrea e Pietro Mitolo, per citare solo due esempi grandiosi di respiro nazionale e internazionale (Pietro fu anche eurodeputato).

O valgono solo alcune militanze per definire meritevoli di memoria alcuni figli di Bolzano?

In ogni caso non è cancellando Cadorna che si farà onore a Menapace, ma è dedicandole uno spazio suo, non inteso come strumento di contrapposizione e lotta ma come memoriale all’insegna della condivisione.

Una considerazione: figura controversa quella di Cadorna? Certo, anche quella dell’ex On. Peter Brugger in modo diverso è controversa, capitanò il no all’autonomia al celebre congresso della Svp del 1969 (ossia la posizione che oggi è bollata di eresia nel nostro territorio) eppure la Provincia gli ha dedicato anche un palazzo.

Cancellare Cadorna? E allora perché questo Paese invece ne ricorda comunque ancora la figura (che ebbe un suo ruolo indiscusso nel bene e nel male nelle vicende belliche della prima guerra mondiale) nella stazione di Milano Nord che si affaccia non a caso su piazzale Cadorna e si chiama Cadorna? E lungo la statale del Pasubio una galleria lo ricorda, ed a Pallanza sul lago Maggiore sorge, riverito, un mausoleo a lui dedicato che nessuno si sogna di abbattere, e la strada che porta al Monte Grappa si chiama “strada Cadorna” e nessuno si immagina di chiamarla in altro modo perché ne ricorda il padre e costruttore. Ogni uomo illustre lascia dietro di sé storie e ricordi. Perché cancellarli in preda a furia iconoclasta?

Insomma, lasciate stare i morti e la storia, pensare al futuro farebbe meglio a questa città afflitta dal male del revisionismo e dello sguardo sempre rivolto al passato.

Ps: andatelo a dire a tutti i residenti e le attività economiche che dovranno cambiare tutti i documenti per fare favore a chi vuole ammantare di romanticismo una impresa politica. Lidia Menapace non lo merita.

Alessandro Urzì

Consigliere provinciale e regionale di Fratelli d’Italia