Non sono passati nemmeno due mesi dalla  denuncia degli artigiani e dei lavoratori di via Volta che  come si poteva immaginare la situazione è peggiorata.  Veicoli adattati ad alloggi di fortuna con materassi e televisori e latrine a cielo aperto. Il tutto a pochi metri dalle attività artigianali e commerciali  in via Volta. A nulla sono valse le segnalazioni fatte alle Forze dell’ordine: gli agenti hanno le mani  legate e non possono andare oltre ai controlli sull’identità degli occupanti perché il terreno è di proprietà privata.

A denunciarlo è Stefano Stagni esponente di Fratelli D’Italia e rappresentante di diverse imprese che hanno la sede della loro attività a pochi metri dai bivacchi illegali.

“Già nello scorso autunno – scrive Stagni in una lettera indirizzata al Sindaco di Bolzano,  assieme ai titolari di altre attività della zona abbiamo segnalato la presenza di vetture in stato di abbandono sul  terreno delle Ferrovie dello Stato, adiacente al cortile del condominio in cui lavoriamo, con persone che bivaccavano all’interno di queste automobili.

“Il controllo eseguito della polizia Municipale – continua Stagni – non ha risolto la situazione, che anzi si è aggravata: a metà Gennaio uno di questi abusivi ha minacciato con un coltello un artigiano che ha la sua officina a fianco della mia. In quella occasione e dopo che la notizia dell’aggressione era stata riportata dalla stampa, sono stati installati dei cartelli di divieto di sosta, ma nulla più.

“In questi giorni altri due veicoli sono diventati dormitorio, con tanto di materassi all’interno – prosegue Stagni  – e di conseguenza ho nuovamente allertato  le forze dell’ordine che hanno eseguito un controllo allontanando due persone che dopo 5 minuti sono però tornate minacciando ed impaurendo tutti i lavoratori della zona che ogni giorno di più convivono con  il timore di nuove aggressioni.”

“Qui ci sono auto abbandonate da dieci e più anni – interviene il consigliere provinciale di Alto Adige nel cuore/Fratelli d’Italia Alessandro Urzì – ma soprattutto ci sono dei cittadini italiani, degli artigiani e dei lavoratori che sono ostaggio di questo gruppuscolo di disperati. Alle minacce con coltello del passato inverno si sono aggiunte le invettive dei giorni scorsi in seguito alla nuova richiesta di intervento delle Forze dell’ordine dopo che i residenti hanno realizzato che l’insediamento abusivo si stava allargando.

C’è un problema di ordine pubblico – prosegue Urzì – ma c’è anche un problema di sanità pubblica, perché la zona sta diventando una grande latrina a cielo aperto, con tutti i disagi ed i rischi che questo comporta.  L’area è di pertinenza delle Ferrovie dello Stato e in tale direzione che ci dovremo muovere per chiedere urgenti interventi non più rinviabili”.