C’è voluta la sollevazione di mezzo consiglio provinciale perché alla fine la Svp mantenesse fede all’impegno preso con il Pd e con il capoluogo altoatesino sul passaggio della legge urbanistica che riconosce la specialità per la città, rispetto al resto del territorio provinciale.

“Fosse stato per il PD la norma sarebbe uscita dall’aula come era uscita dalla Commissione legislativa, ovvero ripulita da quel passaggio che era stato pensato come una garanzia per il capoluogo che si trova ad affrontare rispetto al resto del territorio provinciale una serie di oneri legati al peso della burocrazia, il pendolarismo, l’immigrazione, le emergenze sociali”, ha dichiarato il Consigliere provinciale Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel Cuore).

La Svp, alleatasi con i secessionisti, in Commissione aveva silurato la specialità. Ed è stato il coro di proteste (da l’Alto Adige nel cuore al Comune di Bolzano, dai Verdi ai Cinque stelle passando per  organizzazioni economiche e sociali) a convincere la Svp a fare marcia indietro.

“Il Pd ora può vantare di avere garantito il mantenimento del patto su Bolzano capoluogo ma è apparso a tutti come la linea fissata in Commissione dalla Svp contro la specialità di Bolzano sarebbe rimasta tale (alla faccia del PD) se non ci fosse stata tanto corale mobilitazione. Siamo lieti del successo, di cui assieme a tutti coloro che hanno fatto pressione in queste settimane, ci ascriviamo una parte del merito. Aspettiamo il grazie anche da parte del PD che altrimenti sarebbe stato (come sempre) ignorato e sbeffeggiato dalla propria stessa maggioranza”, ha concluso Alessandro Urzì.