Via della Vigna: la giunta provinciale dà uno schiaffo a Bolzano e nemmeno si premura di essere presente ai lavori della II Commissione legislativa del Consiglio che oggi discuteva il mio disegno di legge con cui proponevo una soluzione definitiva.

Per regolamento se la giunta provinciale non si presenta in commissione le discussioni devono arrestarsi e non si può votare. E così tutti a casa.

Un atto di sfida della giunta provinciale verso il Comune di Bolzano che avrebbe potuto dotarsi di uno strumento utile per risolvere definitivamente il problema della sbarra poi diventata muro di via della Vigna.

Ma la maggioranza del Consiglio (escluse le opposizioni) hanno rigettato anche la richiesta di convocare il presidente del Consiglio dei Comuni Schatzer per riferire del conflitto di interessi del vicesindaco di Bolzano Walcher, che è allo stesso tempo vicesindaco, uno dei residenti nel cuneo agricolo e anche membro del Consiglio dei Comuni, ossia l’organo che esprime i pareri sui disegni di legge.

Un parere “ammorbidito a favore dei proprietari” e dei residenti, quello espresso nei giorni scorsi dal Consiglio dei Comuni, rispetto alle decisioni di qualche anno fa, quando lo stesso Consiglio dovette esprimersi sulla medesima proposta a mia firma già presentata. Oggi ed allora il Consiglio dei Comuni ricorda che esiste la via dell’esproprio ma oggi lo fa dicendo che ci si deve però accordare con i proprietari, facendo così intendere che si deve aprire il portafogli.

Che ruolo ha avuto Walcher in questo parere?

Lo ho chiesto ma non mi è stata data risposta. No alla audizione così ho presentato una interrogazione urgente.

Intanto tutto aggiornato a febbraio, l’assenza della giunta provinciale ha bloccato tutto.

Cosa chiedo con questa legge? Un riassetto normativo che preveda che laddove l’ente pubblico – Provincia o Comune – sia intervenuto per realizzare delle infrastrutture a titolo oneroso come l’asfaltatura della strada, la sua illuminazione, i servizi fognari e quelli di raccolta dei rifiuti o la consegna della posta, le strade interpoderali debbano risultare sempre aperte alla circolazione di pedoni e ciclisti, con una limitazione – dettata da ragioni di sicurezza – solo nel periodo strettamente necessario per la raccolta della frutta. I servizi su quelle strade al momento sono pagati da tutti i bolzanini, ma goduti solo da pochi. Se le strade non saranno riaperte al pubblico, di quelle spese se ne facciano carico coloro che con una cancellata l’hanno chiusa alla cittadinanza intera.

Ora il vicesindaco Walcher spieghi quale è la partita che sta giocando, se per suo interesse personale o per quello della città che dovrebbe rappresentare.

Alessandro Urzì

Consigliere provinciale Fratelli d’Italia