Per la bomba sarà sgomberata mezza città di Bolzano.

Le medesime regole varranno anche per gli occupanti che hanno trasformato gli argini del fiume Isarco in accampamenti a cielo aperto trasformatisi in veri e propri bazar della droga e regni dell’illegalità?

“Lo chiediamo con forza alle autorità comunali e provinciali. Infatti proprio alle spalle del ponte Loreto gli argini (dietro i muraglioni di contenimento che si spingono sino a nord verso Campiglio) ormai è sorta una città parallela fatta di capanne e tende, con relativo via vai di tossicodipendenti ed relativi inquietanti nomignoli per questi insediamenti: la farmacia”, ha dichiarato Alessandro Urzì, Consigliere provinciale de L’Alto Adige nel Cuore-Fratelli d’Italia.

Per paradosso basta cercare su Google Earth la zona per trovare traccia anche nelle immagini del grande fratello della incresciosa baraccopoli! Visibile anche dall’altra parte del fiume.

“La nostra richiesta è che contestualmente allo sgombero della città di Bolzano sia allontanata ogni struttura illegale anche lungo gli argini del fiume in particolare quelle nell’ambito della zona rossa e di quella gialla. Insomma la legge è eguale per tutti!”, ha proseguito Urzì.

“E con l’occasione si chiede che queste realtà siano smantellate e con esse il traffico illegale che vi gira attorno. Nella immediata vicinanza fra il ponte nel mezzo del tratto fra ponte Campiglio e ponte Loreto una semplice osservazione mostra come esista un andirivieni continuo attraverso le reti collocate senza grande successo per chiudere la zona. Si notano spesso anche dei pali (persone che controllano i movimenti attorno a questa zona di nessuno) che minacciano le persone che dovessero gettare un occhio oltre il muro. Una situazione che ha cominciato ad allarmare i residenti e chi ha aziende nella zona”, ha detto Alessandro Urzì.

“E allora chiediamo che se la città dovrà essere svuotata domenica prossima siano allontanate anche le persone che hanno realizzato questi insediamenti abusivi e che questi stessi insediamenti siano abbattuti.
Attenzione, preveniamo le obiezioni di qualche zelante buonista: se queste persone hanno titolo per vivere in città ed in Italia (ossia non sono clandestini) potranno rivolgersi alle strutture che permettono di dormire, di lavarsi e sfamarsi. Ne avrebbero pieno diritto”, ha aggiunto il Consigliere Urzì.

“Se sono clandestini devono essere solamente fatti sloggiare e possibilmente rimpatriare.
Ultima osservazione: se fosse adottato un nuovo concetto di tolleranza zero verso gli insediamenti abusivi probabilmente la persona deceduta sotto ponte Langer non sarebbe deceduta. Se l’Italia e la rossa Bolzano invece ritengono che tutto debba e possa essere tollerato ci troveremo sempre a piangere qualche sventura. Ma almeno poi ci risparmino le lacrime di coccodrillo”, ha concluso Alessandro Urzì.