Doccia fredda per gli insegnanti dell’Alto Adige: non ci sarà il bonus di 500 euro destinato ai docenti di ruolo per la loro formazione e il loro aggiornamento professionale. E’ previsto in tutta Italia, non lo è e non lo sarà in Alto Adige.

Respinta la mozione presentata da Fratelli d’Italia l’8 ottobre 2019 a cui si è aggiunto un analogo documento depositato nei giorni scorsi da Verdi ed altri gruppi in Consiglio provinciale.

Con giustificazioni generiche si è asserito che la situazione locale è differente da quella nazionale tanto da imporre la non applicazione della misura anche nella nostra provincia. E ciò nonostante la crisi Covid abbia dimostrato come il corpo docente abbia bisogno del necessario supporto anche economico per fare fronte alle maggiori spese legate all’adeguamento delle proprie infrastrutture informatiche. In pochi giorni ci si è trovati a trasferire le proprie relazioni con gli studenti online e non tutti si sono trovati preparati.

La misura era stata prevista nell’ambito delle iniziative a sostegno della formazione del corpo docente. Con la carta docente gli insegnanti possono infatti acquistare libri, hardware, software, biglietti per eventi culturali, per il cinema, il teatro o i concerti. Inoltre possono frequentare corsi di lingua o di formazione, organizzati da enti accreditati o qualificati per la scuola e, se insegnanti di musica, possono anche comprare degli strumenti musicali. Inutile dire che oggi la maggiore urgenza è legata all’adeguamento informatico.

Ma la Provincia ha detto no. Saranno allo studio altri provvedimenti, in ballo 10 milioni di euro ma nessuna chiarezza su come saranno investiti.

Da patte nostra abbiamo ricordato che si parla del bonus docenti dal 2018 e siamo in drammatico ritardo, unici in Italia. Considerato che gli insegnanti dell’Alto Adige, sia quelli di ruolo che i precari, hanno le stesse esigenze e gli stessi doveri, ma anche gli stessi diritti, rispetto alla formazione, all’aggiornamento e alla didattica/riunioni a distanza del resto d’Italia e che lo stipendio dei nostri insegnanti non è più adeguato al maggior costo della vita della provincia di Bolzano rispetto al resto d’Italia, è evidente che neanche una minima parte della retribuzione dei docenti può essere destinata, quindi, agli stessi scopi della carta docente.

Argomenti che non hanno scalfito la maggioranza Svp/Lega che ha bocciato la misura.

Alessandro Urzì

Consigliere regionale e provinciale di Fratelli d’Italia…