Nell’ultimo consiglio comunale di martedì scorso, tra i pochi punti all’ordine del giorno, due in particolare hanno movimentato gli scrani del Consiglio comunale brissinese.
Il primo dei punti caldi per la verità, è stato solo una formale accettazione di quanto è accaduto durante il consiglio comunale di luglio dove si è votato l’allargamento della giunta comunale da 6 a 7 membri compreso il Sindaco.

Martedì scorso Josef Unterrainer, è stato nominato dal consiglio comunale assessore con gli stessi voti favorevoli che hanno permesso a luglio con la maggioranza dei due terzi, di modificare al primo turno lo statuto comunale e aggiungere così un assessore in più rispetto a quanto prescritto dalla legge regionale sull’ordinamento dei comuni.

La maggioranza SVP e PD è composta da 17 consiglieri ai quali si è aggiunto il consigliere della Lega Nord che, unico consigliere di opposizione, ha ricambiato il piacere offertogli dai partiti di governo di essere stato eletto alla carica di Vice-Presidente del Consiglio. Una sorta di voto di “piacere” pertanto, al quale io e il consigliere di “Insieme per Bressanone” Innocenti abbiamo tranquillamente rifiutato, quando al momento delle consultazioni per la formazione della giunta, ci è stato paventato dal Sindaco.
Oggi come allora ho rifiutato l’allargamento della Giunta perchè da una parte se si è diminuito il numero dei consiglieri comunali allo stesso modo il Legislatore regionale aveva prescritto la diminuzione dei membri della Giunta comunale; dall’altra perchè il gruppo italiano con la nomina di un solo assessore e il ritorno delle “mansioni etniche” (scuola e cultura italiana) vede sempre di più affievolito il suo ruolo all’interno del governo locale.

In questo senso inutili sono i tavoli organizzati proprio dal Partito Democratico per parlare con i cittadini del futuro della città, in quanto, proprio per il ruolo che gli è stato ritagliato dal Sindaco, si sono perse competenze importanti e il PD a nome del gruppo linguistico italiano ha portato a casa solamente tributi, patrimonio e bilancio ( competenze cui partecipano in maniera indiretta anche altri assessorati) oltre alle già citate competenze etniche. Facile comprendere che se si fosse creato un unico assessorato per tutti i gruppi linguistici sia alla scuola che alla cultura, non sarebbe servito nominare nessun altro assessore, distribuendo così meglio le competenze e creando i presupposti per un maggiore coesione di tutti i gruppi linguistici al governo della città, e mostrando così il ruolo multietnico del PD che ad oggi raccoglie solo quando si tratta di fare le veci del gruppo linguistico italiano.

Il secondo punto trattato è stato quello che ha portato all’approvazione del regolamento per la commissione “Pari Opportunità”. Nelle scorse legislature avevo fortemente criticato il fatto che la commissione avesse trattato come focus esclusivo le pari opportunità tra uomo e donna non andando invece a toccare in senso lato tutte le discriminazioni che i brissinesi possono trovare nel vivere questa realtà.

A mio avviso pertanto più che su un discorso di genere la commissione dovrebbe trattare le pari opportunità fra cittadini, andando a toccare temi sensibili che richiamano l’uguaglianza, come la sfera linguistica, sessuale e religiosa. Il nuovo regolamento ricalca, se non per la diminuzione del numero di componenti e per l’assenza della carica di un Presidente e di un Vice- presidente sostituiti dall’assessore competente, il vecchio regolamento.

Sono riuscito attraverso la discussione in commissione a far inserire al punto del regolamento che tratta gli obiettivi della commissione un comma che allarga il campo alle discriminazioni in genere, ma la maggioranza ha indicato che queste potranno essere trattate solo su volontà della commissione e non su indirizzo del consigli comunale. In questo modo tutto viene accentrato molto sulla figura dell’ Assessore e questo, a mio avviso, pregiudica l’autonomia della commissione, che ricordo ha un budget per tutta la legislatura di oltre 50.000 €.

Antonio Bova
Consigliere comunale con l’Alto Adige nel Cuore