“L’Italia è una e indivisibile” ha sentenziato con retorica patriottica il sottosegretario agli Affari regionali veneto Gianclaudio Bressa, riferendosi alla proposta inaspettata di richiedere l’autonomia speciale per la Regione Veneto messa sul tappeto dal governatore Zaia.

“Autonomia speciale. Si può discutere se opportuna o meno, lo ha detto anche il governatore lombardo Maroni. Ma che sia questo un attentato all’indivisibilità della Repubblica appare sorprendente che lo dica un deputato e membro del governo del Pd come Bressa che è stato eletto, imposto, in Trentino-Alto Adige e dal quale non abbiamo sentito spendere una sola parola a difesa, questa volta sì, dell’unità e dell’indivisibilità  della Repubblica alla presentazione dei lavori della Convenzione per l’Autonomia, voluta con una legga proprio del Pd, oltre che della Svp, un condensato di secessionismo alla Catalana pagato con i soldi dei contribuenti”, ha dichiarato invece il Consigliere provinciale Alessandro Urzì.

“Il Partito democratico e Bressa non hanno avuto nulla da dire dell’indecorosa fuga in avanti riassunta nella richiesta di abolizione del Commissariato del Governo, nella richiesta di essere indipendenti nei rapporti internazionali, nella richiesta di non dovere più sottostare ai giudici costituzionali attuali, nella richiesta di potere imporre allo Stato la propria autodeterminazione rispetto alle politiche dell’Unione europea”, ha proseguito Urzì.

“Tutto questo il Pd e il Governo non lo hanno ritenuto una forma di secessionismo mascherato. Sarà perché forse il sotto-segretario Bressa si farà eleggere ancora una volta, lui bellunese, alla faccia della libertà di voto degli elettori del Pd, in Trentino-Alto Adige e non nel suo Veneto”, ha concluso il Consigliere provinciale di Alto Adige nel Cuore.