“Premetto di trovarmi in convalescenza e quindi impossibilitato ad essere presente personalmente nel giorno di festa dedicato alla ordinazione del vescovo Mons. Tomasi a Bressanone.
Un momento di unione e spiritualità intensa che rende orgogliosa tutta la comunità altoatesina.
Per questo la segnalazione da parte di concittadini della assenza sui pennoni davanti al Duomo di Bressanone (nelle ore della mattinata che ha preceduto la cerimonia, e probabilmente anche dopo…) del Tricolore italiano nonostante la fitta e generosa presenza al contrario dei vessilli austriaco, svizzero o tedesco, ha creato amarezza e sconcerto”, ha dichiarato il Consigliere provinciale Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel Cuore-Fratelli d’Italia).

“Attenzione: se la segnalazione pervenuta, e che personalmente non ho potuto verificare per la ragione sopra esposta, corrispondesse al vero e non ho motivo di dubitarne considerata la serietà della fonte, non penso si tratti di un atto di volontà ma della consueta sciatteria, della consueta superficialità e leggerezza con cui si considera il valore del reciproco rispetto in una terra come quella altoatesina. Ma la sciatteria non è meno grave del dolo”, ha proseguito Urzì.

“Ma sì, chi se ne importa di verificare che ci sia il simbolo ‘terreno’ in cui si riconosce una parte importante della Comunità altoatesina e di Bressanone, che costituisce un elemento imprescindibile della nostra terra, ossia il Tricolore. Ma vi capita mai di scoprire che per la stessa sciatteria manca la bandiera austriaca o tedesca o addirittura extracomunitaria della Svizzera, o anche solo quella europea? Strano, curioso davvero, ma davvero mai”, ha dichiarato il Consigliere Urzì.

“Ecco come fare per mandare di traverso alla Comunità italiana una festa pure bellissima. Per fortuna che essa era dedicata a valori più grandi e universali, che ci spingono in questa occasione, ma solo in questa a perdonare chi ha peccato. Non vogliamo essere certo noi a rovinarla al vescovo Tomasi a cui va la testimonianza della nostra deferenza. Ma almeno vorremmo che qualcuno questa ingiusta mortificazione verso la Comunità italiana ce la spiegasse.Possiamo contarci?”, ha concluso Alessandro Urzì.