Mercoledì si riunisce a Bolzano il Consiglio regionale del Trentino Alto Adige.

All’ordine del giorno il disegno di legge che istituisce un nuovo comune dalla fusione di quelli di Pozza e Vigo di Fassa.

Il nome del comune inserito in legge cancella quello in lingua italiana, comunemente utilizzato, di San Giovanni e prevede l’ufficializzazione solo di quello ladino di Sen Jan. Non basta la previsione dell’aggiunta del “di Fassa” a Sen Jan per rendere italiano un nome che non lo è.

Una forzatura che sarà denunciata durante i lavori del Consiglio regionale.

Si sta creando un precedente grave e pericoloso: la previsione su base regionale della introduzione per un comune di un nome solo nella lingua della minoranza con l’abolizione del nome italiano pure conosciuto ed usato comunemente come San Giovanni sarà oggetto anche di una segnalazione al Governo per il rischio di una lesione di un principio fondativo dell’Autonomia.

Non trova alcuna giustificazione la motivazione per cui si sia tenuto un referendum sul nome di Sen Jan. La variazione con adeguamento linguistico va considerata un atto amministrativo.

Appare evidente e scontato che in un territorio la cui natura plurilingue ha giustificato la concessione dell’Autonomia il valore del plurilinguismo debba essere considerato tale, come opportunità, dovere, ricchezza e non limitazione o vincolo.

In Consiglio regionale illustrerò dettagliatamente anche le ragioni giuridiche per cui la riserva che ho sollevato già in Commissione legislativa trova fondamento.

Ho presentato una relazione di minoranza nella quale illustrerò gli obblighi giuridici che discendono dalla Costituzione, dallo Statuto di Autonomia e dalle legge delle due Province che impongono una revisione della denominazione in omaggio al bilinguismo.

Inutile sottolineare cosa significherebbe per l’Alto Adige l’approvazione di questo precedente, con il rischio che un domani la fusione di due comuni altoatesini possa anche portare alla individuazione di un unico nome nella sola lingua tedesca minando alla base uno dei principi fondamentali dell’Autonomia.

Alessandro Urzì

 

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