Chiedo una immediata dichiarazione di scuse da parte del sindaco di Bolzano (ancora per poco) Renzo Caramaschi che all’indomani della visita della presidente nazionale di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni in una dichiarazione rilasciata all’emittente austriaca Orf, pensando probabilmente di non essere ascoltato anche da noi, ha associato l’immagine bella e positiva dei nostri militanti radunati in piazza Stazione a orde di neofascisti.

Si è trattato di una dichiarazione che non trova eguali e alcuna giustificazione, di cui il sindaco oltre a scusarsi dovrebbe anche vergognarsi: “La città si deve difendere più che dalla rovina della città (che Fratelli d’Italia denunciava con forza, prendendo a titolo d’esempio piazza Stazione, ndr) da quella dei neofascisti”, sono le dichiarazioni che la testata austriaca nel programma Suedtirol Heute attribuisce al sindaco Caramaschi che in via diretta subito dopo rincara la dose: “Sono nostalgici del fascismo, sempre contro l’autonomia della nostra terra”.

Questa supponenza è riprovevole e auspichiamo che il sindaco voglia attenersi oltre che ai suoi doveri d’ufficio anche a quelli del rispetto democratico dell’avversario, che è poi il rispetto dei propri cittadini che non la pensano come lui.

E’ un linguaggio da anni Settanta, quando Caramaschi era giovane e di cui forse ha nostalgia, ma che non rendono onore ai suoi ultimi giorni di servizio nel suo ruolo di sindaco. Poteva congedarsi in modo più elegante.

Ancora più disarmante il fatto che il sindaco abbia, attraverso l’Orf, sostenuto che i bolzanini dovrebbero preoccuparsi più di noi che del degrado della città, dichiarazioni inaccettabili e offensive.

Grave infine che questo servizio (che peraltro, prima delle accuse di neofascismo del sindaco contro Fratelli d’Italia, ha definito più volte il nostro partito con un linguaggio altrettanto demodé usando l’aggettivo di “postfascista”) sia stato trasmesso nell’ambito di un programma televisivo che è finanziato dalla Provincia autonoma di Bolzano, attraverso una convenzione con l’emittente di Stato austriaca Orf, ma che assume un unicum assoluto di cui torneremo ad occuparci: ossia un editore straniero di programmi di informazione pagato da una istituzione politica italiana, con ovviamente mille dubbi sulla indipendenza “per condizionamento ambientale” della informazione.

Il sospetto dopo il servizio dell’altro giorno ovviamente rimane più che fondato. Vorremmo vedere e sentire simili espressioni usate verso altri protagonisti politici… ma infatti non le vedremo né sentiremo.

Ho presentato su questo anche una interrogazione urgente in Provincia per sapere come un programma finanziato dalla Provincia possa così pesantemente insolentire una forza politica rappresentata in Consiglio provinciale, regionale ed in Parlamento.

Alessandro Urzì

Consigliere regionale e provinciale di Fratelli d’Italia AANC