“Il caso di Sabrina, la maestra della scuola dell’infanzia Gulliver per cui tutti i genitori dei suoi, ormai ex allievi, spinge a una doverosa riflessione politica.

Ogni anno infatti si ripetono situazioni simili in cui genitori e bambini si disperano per la perdita della propria, o del proprio, insegnante. Quanto è accaduto a Sabrina e ai suoi alunni, accade in tutte le scuole dell’Alto Adige tutti gli anni e per questo si può individuare un solo colpevole: il precariato.

Queste sono poi le vittime dell’abuso dei contratti a termine nella nostra provincia: i bambini, ma non solo. L’Alto Adige non è infatti solo l’unica provincia che si è rifiutata di fornire le scuole dell’organico di potenziamento che avrebbe consentito maggiore stabilizzazione agli insegnanti e maggiore offerta formativa, ma è anche il posto dove non si forniscono percorsi abilitanti agli insegnanti, nonostante il fabbisogno.

Naturalmente parliamo della sola scuola in lingua italiana dove non si prevedono percorsi abilitanti nemmeno per il sostegno, al contrario che per la scuola in lingua tedesca e ladina, come si legge dal sito dell’Università di Bolzano, che dice testualmente: Le nuove procedure abilitanti all’insegnamento per le attività di sostegno didattico che verranno attivate presso la Libera Università di Bolzano si discosteranno dalla normativa nazionale in merito. Si rivolgeranno solamente agli insegnanti delle scuole con lingua d’insegnamento tedesca e delle località ladine in Alto Adige”, lo ha affermato Rosanna Oliveri, referente per la scuola dell’Alto Adige nel cuore.