Dopo che a Bruxelles gli europarlamentari di Fratelli d’Italia – Ecr hanno presentato un’interrogazione urgente chiedendo all’Unione europea di intervenire per contrastare la possibilità che alcuni Stati possano chiedere una certificazione “virus free”  per i prodotti agroalimentari provenienti dall’Italia, sul tema interviene con una nota anche il consigliere provinciale di Fratelli d’Italia – Alto Adige nel cuore Alessandro Urzì.

“Data la vicinanza con l’Austria – così Urzì – ci si domanda se anche questo Paese, dopo aver già applicato, per un finto ambientalismo di facciata,  misure draconiane per la limitazione del traffico pesante sull’asse Verona – Innsbruck  che stanno mettendo in grave difficoltà le aziende di auto-trasporto italiane ed anche altoatesine, voglia ora dare ulteriori segnali di atteggiamenti antieuropei contro l’Italia, allineandosi a quei paesi dell’Unione che ora speculano sull’emergenza di coronavirus che ha colpito il nostro Paese.”

“Le presunte certificazioni che si vorrebbero richiedere per le merci provenienti dall’Italia – prosegue il consigliere di Fratelli d’Italia – Alto Adige nel cuore – sono misure– come evidenziato anche dai parlamentari europei di Fratelli d’Italia nel loro documento – che non trovano alcun riscontro in ambito scientifico considerato che il Covid-19 risulta trasmissibile solo da uomo a uomo. Richieste quindi immotivate ma che possono  generare nell’opinione pubblica  un’ingiustificata fobia per il nostro paese e per  ogni cosa che provenga dall’Italia, creando gravissimi danni a tutto il nostro sistema economico.”

“Chiediamo – conclude Urzì – che le autorità austriache e del Tirolo in particolare chiariscano al più presto se hanno intenzione di aderire a queste politiche immotivate di fronte ad un’emergenza che non riguarda solo l’Italia ma l’intera Unione europea.”