Uffici postali di Pineta e Laghetti con il cappio al collo, appello a Kompatscher a definire le trattative con Posteitaliane prima che sia troppo tardi. Da lunedì dovrebbe chiudere l’Ufficio postale di Pineta di Laives, lasciando scoperto un vasto territorio.

Ho richiesto con una iniziativa urgente, già a metà del mese scorso, un intervento deciso da parte del Presidente della Provincia Kompatscher considerata l’urgenza della situazione.

Spiace non avere avuto ancora il benchè minimo riscontro nonostante solo nei giorni scorsi si era profilata l’ipotesi dell’assunzione da parte della Provincia dei costi per i portalettere. Se ci sono soldi per i portalettere ci dovrebbero essere anche per gli Uffici strategici come quello di Pineta.

Ovvio che la competenza appartiene a Poste Italiane ma l’amministrazione provinciale ha dimostrato di essere assente, troppo assente sinora in questa vicenda, più attenta a mettere al riparo piccoli uffici della periferia della provincia, che quelli nei grandi centri come Laives.

Ho sollecitato solo oggi la risposta alla nostra richiesta di intervento.

Il tempo però stringe e la preoccupazione sale, considerato che ormai da alcuni giorni la chiusura viene comunicata all’utenza anche con un avviso sulla vetrina dell’Ufficio e pare che nessuno abbia voglia (speriamo di essere smentiti) di ripensarci.

Di seguito, per completezza di informazione, la interrogazione presentata alcune settimane fa e rimasta sinora senza risposta.

La medesima preoccupazione evidentemente tocca anche la comunità di Laghetti di Egna il cui Ufficio postale ha pure la sorte segnata.

Alessandro Urzì

 

 

INTERROGAZIONE

Ufficio postale a Pineta di Laives

 

Premesso che

 

– da notizie di stampa si apprende che  l’ufficio postale di Pineta di Laives, dovrebbe chiudere il 7 settembre prossimo, assieme a quello di Laghetti ed  i 1.500 abitanti di Pineta dovranno ripiegare su Laives o San Giacomo.

 Considerato che

 –  gli uffici postali forniscono servizi utili alle piccole comunità e che, con la loro eventuale soppressione, i cittadini sarebbero costretti a spostamenti verso i centri maggiori con aggravio di tempo e problemi di mobilità, specie per le persone più deboli ed anziane;

– Poste Italiane, a fronte di un contratto di servizio pubblico di fondamentale importanza, continua da anni, tramite una politica di spending review, a tagliare uffici periferici concentrandoli nei centri maggiori, oltretutto non dotati di sufficiente personale, situazione da cui deriva difficoltà di accesso con lunghi tempi di attesa e conseguenti disagi all’utenza

– l’eventuale soppressione costituirebbe inoltre una grave ferita per il radicamento territoriale di strutture  che svolgono ruoli inconfutabili di servizio pubblico, imponendo ai cittadini la rinuncia a servizi di primaria importanza  come quelli erogati dalle Poste.

 Tutto questo premesso e considerato

 SI INTERROGA IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA PROVINCIALE

E/O L’ASSESSORE COMPETENTE

 per sapere se non ci si intenda attivare, assieme alla amministrazioni comunale interessata, per attivare un tavolo di confronto con Poste Italiane per chiedere il ritiro  del provvedimento di soppressione dell’ufficio postale di Pineta di Laives e una revisione del piano di rimodulazione che tenga presente le necessità dei territori e della cittadinanza, impegnando successivamente l’Azienda a tener fede alle proprie responsabilità.

 Alessandro Urzì