“Concessione unilaterale della cittadinanza austriaca ai cittadini italiani (ma solo quelli di lingua tedesca e ladina) dell’Alto Adige: il Governo italiano non può non reagire con atti concreti e le forze politiche che si candidano alle prossime elezioni provinciali del 21 ottobre, in Alto Adige, di lingua tedesca ed italiana, devono dire da che parte stanno. Una volta per tutte. L’appello è rivolto in particolare a chi governa l’Italia in questo momento, i silenti Cinque Stelle, in Alto Adige, e la Lega che in provincia di  Bolzano deve chiarire che rapporti ha con i Freiheitlichen austriaci che inneggiano alla secessione dell’Alto Adige e sono i principali sponsor del primo passaggio in questa direzione che è costituito proprio dalla concessione della doppia cittadinanza”, ha dichiarato il Consigliere provinciale e regionale de L’Alto Adige nel Cuore/Fratelli d’Italia, Alessandro Urzì.

“Proprio alcuni candidati di punta della Lega dell’Alto Adige all’insaputa si ritiene di Salvini hanno partecipato nel recente passato a manifestazioni dichiaratamente inneggianti l’idea del distacco dell’Alto Adige dall’Italia, cantando l’inno del Tirolo unito. Fuori dall’Italia”, ha detto Urzì.

“Sono anche gli atteggiamenti ondivaghi del commissario provinciale della Lega, che fanno intendere una certa disponibilità a discutere della questione dopo il voto come merce di scambio politico per favorire il proprio ingresso in giunta provinciale, ad autorizzare i Freiheitlichen austriaci a pigiare sull’acceleratore in Austria. Dichiarare esclusivamente che la doppia cittadinanza creerà in Alto Adige cittadini di serie A e di serie B, gli unici commenti rilasciati dal commissario leghista dell’Alto Adige, non significa ritenere che l’iniziativa in sé sia destabilizzante, a prescindere verso chi sarà applicata e chi escluderà”, ha proseguito il Consigliere provinciale.

“La concessione della cittadinanza austriaca che ora approderà al tavolo tecnico (passaggio preliminare verso l’approvazione da parte del Governo di Vienna) azzera la quietanza liberatoria che nel 1992 l’Austria rilasciò e con la quale dichiarava lo strumento dell’Autonomia concesso dall’Italia perfettamente realizzato e definitivo. Ossia l’irrevocabile soluzione per la vertenza sull’Alto Adige. Oggi pretendere di superare l’Autonomia concedendo la cittadinanza austriaca significa creare le condizioni anomale per cui l’Autonomia possa essere considerata una tappa e non più l’approdo del lungo percorso costellato anche di attentati e trattative serrate durate cinquanta anni. E dopo l’Autonomia c’è ora la doppia cittadinanza, domani magari la leva obbligatoria, dopodomani la richiesta di annessione di un territorio abitato da una maggioranza di cittadini austriaci, già totalmente autonomo, ossia la fine della Sovranità italiana. Ecco perché le forze di governo italiano in Alto Adige non possono fare finta di non capire e devono intervenire con pronunciamenti di condanna di queste provocazioni chiari”, ha concluso Alessandro Urzì.