La responsabilità del rischio di una ingovernabilità o in alternativa di un pesante spostamento a Sinistra del governo cittadino a Bolzano risiede esclusivamente nelle scelte scellerate, alla cieca, compiute dalla attuale dirigenza della Volkspartei cittadina, con una incredibile approssimazione di valutazione da parte della dirigenza provinciale.

Se la Svp avesse mantenuto una posizione equidistante dagli schieramenti (blockfrei) oggi  sarebbe già nelle cose un governo moderato della città.

Le responsabilità sono di una classe dirigente che invece di aprire la città e l’elettorato di lingua tedesca a posizioni illuminate e di equilibrio hanno puntato tutto sulla vittoria al primo turno di Spagnolli con un apparentamento che ha portato al disastro. Questa responsabilità porta il nome dell’Obmann cittadino Dieter Steger e del vicesindaco Klaus Ladinser.

Tutt’altra capacità di immaginare gli scenari e di cogliere la volontà di cambiamento l’ha avuta la Svp di Laives che ha puntato i piedi per garantirsi un atteggiamento blockfrei che ha premiato la natura stessa di quel partito, come rappresentante di un blocco di interessi.

A Bolzano Steger e Ladinser, sostenuti da distratti selfie di Kompatscher e atteggiamenti balbettanti del giovane Obmann Achammer, hanno compiuto un autentico disastro in termini di strategia.

La Svp ha fatto la scelta della battaglia ideologica schierandosi a Sinistra contro un’area moderata di Centrodestra italiano che si è rivelata maggioritaria in città, come riconosciuto da Achammer in ogni intervista da una settimana a questa parte, con evidente nervosismo per l’errore fatto.

Ora ci si aspetta un rinnovamento della classe dirigente Svp di Bolzano, incapace di adeguarsi ai tempi, ancora arroccata su vecchie battaglie da secolo scorso, di difesa ideologica.

Una lode la rinnovo alla Svp di Laives, capace di essere stata capace di guardare oltre gli steccati.

Dopo il rinnovamento, il Centrodestra unito si ricandiderà a offrire una alternativa alla pessima stagione politica degli ultimi dieci anni, e ciò già da questa consiliatura (benchè destinata a durare molto poco) con senso di responsabilità e amore autentico verso la città.

Ma ci si attende un mea culpa sincero dei responsabili di questo integrale fallimento che rischia di trascinare Bolzano nelle sabbie mobili.

Alessandro Urzì

L’Alto Adige nel cuore