“No, caro assessore Rossi: non ci parli di valore immateriale degli investimenti pubblici di Comune di Merano e Provincia per il co-working della Memoria di Merano, organizzato dalla rete di associazioni politicamente a lei più affini. Inaugurato tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017 in via Ugo Foscolo 8 a Merano, il Co-Working della Memoria è uno spazio di co-progettazione condiviso tra Arciragazzi Bolzano/Bozen, Piattaforma delle Resistenze Contemporanee e Deina Südtirol”, ha dichiarato Alessandro Urzì, Consigliere provinciale de L’Alto Adige nel Cuore.

“I 62 mila euro in due anni pagati dal contribuente solo dalla Provincia per questo genere di iniziativa sono tutto tranne che immateriali, anzi fatti di una materia molto concreta. E’ su questa che abbiamo chiesto informazioni con una seconda interrogazione con cui chiediamo come si sono potuti spendere oltre 61 mila euro per organizzare sei conferenzine di cui quasi nessuno ha traccia e memoria, frequentate da poche decine di persone in tutto, una manciata di aderenti alle associazioni stesse e qualche iscritto all’Anpi. E pensare che i 61 mila euro sono solo quelli della Provincia, poi ci sono quelli ancora non quantificati (ma per l’assessore Rossi che non pensa ai beni materiali saranno ben poca cosa) gentilmente donati dal Comune”, ha proseguito Urzì.

“La fretta con cui di fronte alle due nostre interrogazioni l’assessore Rossi si è mosso per cercare di dare un contenuto alle iniziative lautamente finanziate dalla rete di organizzazioni tutte di area di Sinistra che fanno perno sull’Arci la dice lunga di come si sia colpito nel segno. Si sappia: abbiamo già chiesto istituzionalmente da qualche giorno per le iniziative già svolte elenco dei partecipanti, ogni singola voce di spesa (ossia per sapere se sono più costati quelli che dovevano occuparsene o le iniziative in sè), e si renderà poi tutto pubblico”, ha detto il Consigliere provinciale.

“Il cortocircuito fra associazioni pseudo-culturali nate per approfittare delle risorse pubbliche e attori politici della Sinistra dovrà un giorno essere spezzato. Questo è l’unico investimento a medio/lungo termine che riteniamo doveroso per il futuro dei nostri figli”, ha aggiunto Urzì.

Ultima nota: per cosa (come lo si verificherà a breve) sono stati spesi i primi 61 mila euro? Per l’organizzazione di alcuni eventi, passati praticamente inosservati ai più: un’anteprima del Festival delle Resistenze, un incontro sulla cittadinanza attiva sempre della stessa piattaforma, il convegno No Rogo, la presentazione del libro di Davide Cerullo insieme a Upad e centro Jungle, una serata di riflessione sui temi storici in collaborazione con l’ANPI di Merano. Cinque iniziative. “Io avrei speso, per ottenere gli stessi risultati documentati da foto sui giornali e news in internet  per essere largo non più di 2500 euro. Ma come li hanno spesi allora questi soldi?”