di Salvatore Piras

consigliere di circoscrizione Gries San Quirino

 

Fregoli, il celebre trasformista, capace di passare per pochi secondi dietro un separè e uscire vestito in modo completamente diverso, in confronto a Spagnolli sarebbe sembrato un maldestro apprendista in difficoltà!

Dopo essere stato sonoramente battuto e sfiduciato quando ha chiesto la fiducia per la sua  confusa giunta,  da una consigliera “colpevole” di aver votato  in coerenza con chi l’aveva eletta, ha fatto una piroetta e…….voilà, ha cambiato diametralmente il suo programma e, meglio di Fregoli, si è presentato vestito con un programma completamente opposto a quello della sua campagna elettorale, ottenendo  il voto dei due, verdi di fuori ma rossi di dentro, convertiti – a quanto dice la stampa – dal presidente della Provincia, sodale e compagno di partito di Spagnolli!

Ed è semplicemente buffo quello che  questo sindaco abusivo ha detto per giustificare il suo immediato voltafaccia: il voto contrario mi ha fatto capire improvvisamente quello che non avevo capito e mi ha fatto cambiare idea. Ma Spagnolli non è Saulo, non si trova sulla via di Damasco e  ora non è  diventato Paolo. Per sua confessione è evidentemente un tipo al quale, dopo alcuni anni,…zac! Afferra le cose al volo!

Ma, al di là dei contenuti di merito – Benko si, Benko no – è sul metodo  che Spagnolli ha fatto deliberatamente un oltraggio infamante a tutti i cittadini di Bolzano, rappresentati dal Consiglio Comunale eletto.

Siccome gli è stata negata la fiducia e quindi sarebbe dovuto subito andare a casa lasciando a un commissario prefettizio la gestione temporanea della città in attesa di una nuova votazione, si è inventato un trucco pur di non allentare i bulloni che lo fissano alla sua poltrona di sindaco: ha pensato di fare una seconda votazione. Se poi non fosse andata bene, avrebbe presentato una terza votazione e forse una quarta, quinta, fino a farsi approvare una fiducia, sia pure senza più badare ai programmi da realizzare: purché lui fosse ancora sindaco!

Secondo quanto i mass-media hanno riferito, per procedere alla seconda votazione Spagnolli avrebbe chiesto l’opinione, attraverso il segretario generale del Comune,  alla Regione e al Ministero dell’Interno, cioè ai suoi complici politici la cui opinione, dal punto di vista giuridico, vale meno del fiato sprecato.

Ora, pur di restare imbullonato alla sua poltrona, Spagnolli e i suoi interessati reggicoda sostengono che è stato tutto regolare perché l’aspirante sindaco non aveva ancora chiuso la trattativa e proclamato la sua sconfitta e ciò sarebbe scritto nel regolamento comunale. Siamo in piena manipolazione  dei concetti. Se fosse vero, allora si potrebbe procedere alla votazione della fiducia  molti giorni prima del termine dei trenta giorni per formare la giunta in modo che se la votazione fosse negativa, con la scusa di non aver ancora chiuso la trattativa si potrebbe continuare  a fare una seconda votazione, poi una terza, una quarta e via dicendo.

Ma vi immaginate? Se il governo in Parlamento, quando chiede la fiducia, riceve una votazione negativa, crolla e va a casa e non può procedere a una seconda o terza votazione. Cioè è la votazione negativa in se stessa, si tratti del governo nazionale o del Comune, che chiude una fase e fa crollare tutto!

Se poi fosse vero che il regolamento comunale concede queste oscenità, vuol dire che quelle norme comunali sono palesemente illegittime perché fatte ad usum delphini.

Allora sarebbe necessario far pronunciare quella totale illegittimità e farle cancellare da parte del T.A.R. e, eventualmente, dal Consiglio di Stato. Ma, si dice, un bravo avvocato chiederebbe almeno 5 o 6 mila euro per studiare a fondo una causa del genere e questo può essere un problema. Io dico che questo non deve essere un problema e mi spiego: i consiglieri comunali di opposizione sono 22 e ciascuno di loro guadagna  mensilmente, in media, con i gettoni di presenza, circa 8oo euro. Ora, se sono veramente sdegnati per quell’oscenità che è stata fatta, basta che ciascuno di loro versi appena metà di un suo guadagno mensile e l’importo necessario sarebbe  addirittura superato! Che poi, in caso di vittoria, sono soldi che ritornerebbero.

Quindi, non ci sono né scuse, né alibi.

I cittadini di Bolzano, indipendentemente da come la pensano politicamente – a parte  i fanatici pro Spagnolli e comparielli vari – non solo sarebbero ben contenti di vedere cancellata questa oscena prepotenza e ripristinata la volontà popolare, ma capirebbero fino in fondo chi fa i loro interessi e chi, invece, fa l’interesse  del proprio sedere, della propria poltrona e degli appannaggi che fruttano!

                                                                                                           Salvatore Piras

                                                                                                    L’Alto Adige nel Cuore