Caro Giovanni,
ci hai lasciato in punta di piedi. Ma ci hai lasciato anche storditi ed increduli. Solo poche settimane fa ci eravamo confrontati al telefono sul futuro di Brennero, sulla tua passione, l’impegno al fianco dei cittadini di quella frazione per la quale tu eri il riferimento imprescindibile.

Come parlare di Brennero senza parlare di Pederzini? Come pensare al Brennero senza pensare a Pederzini? Sono sconvolto e addolorato. Mi avevi raccontato dei nuovi cittadini che ormai popolano quella terra a te tanto cara, e ne hai parlato con affetto come si parla di persone che condividono con te un percorso difficile. Avevi nostalgia per quello che era stato ma avevi anche lo spirito giusto per disegnare e non subire il futuro.

Ecco l’assessore Pederzini al servizio di tutti che avevo imparato ad apprezzare, dopo i suoi tanti anni di opposizione, in barricata. La tua fede era rimasta quella di sempre: “Vedi, il simbolo della nostra lista civica sono tre punte, una verde, una bianca ed una rossa – Mi spiegavi con un tono della voce rassicurante – . Ci si può vedere tre abeti. I nostri abeti. Ma ci si può vedere anche la nostra fiamma tricolore. E così va bene a tutti”.

Il Tricolore lo avevi nel cuore. In questa foto (del 2009) eri orgoglioso e felice di averlo portato assieme a noi, saliti da tutto l’Alto Adige, a salutare chi entrava in Italia, con un messaggio di amicizia. Coprimmo, in una manifestazione estemporanea serissima ma affrontata con spirito goliardico, il cartello dei provocatori “Suedtirol ist nicht Italien”. E rigirammo il verso in “Wilkommen in Italien”. Tu eri felice quando sapevi che riuscivamo ad esserti al fianco. E noi felici di incontrati. Da tempo non avevamo più creato l’occasione di incontrarci. Ma nel nostro ultimo colloquio ci eravamo ripromessi di farlo per la primavera. Non ce ne hai lasciato il tempo. Hai voluto correre via e ci hai lasciato tutti più poveri.

Sei stato pragmatico ma sempre onesto. Non ci hai mai risparmiato i tuoi giudizi fermi e severi, quando lo meritavamo. Te ne sono grato.
Brennero non potrà scordarti facilmente. Ma nemmeno chi, anche in ogni altra parte della nostra provincia, sapeva quello che al tuo paese ed alla nostra Comunità hai dato.

Grazie Giovanni!