SPALLATA ALLA RAPPRESENTANZA ITALIANA, I CONSIGLIERI POTRANNO SCENDERE A TRE E SCELTI TUTTI DALLA SVP, IL PD SPIEGHI PUBBLICAMENTE LE RAGIONI DEL SUO SERVILISMO

L’iter di riforma dello Statuto di Autonomia avviato con una prima votazione alla Camera è (espressione che rubo dal dibattito di questi ultimi mesi) la prova della bulimia di potere ormai irrefrenabile della Volkspartei.

L’aggancio di un passaggio che permetterebbe lo stesso superamento del proporzionale per l’elezione del Consiglio provinciale di Bolzano garantirebbe alla Svp di sottrarre ai partiti italiani attraverso i collegi uninominali anche l’ultima rappresentanza libera di questo gruppo linguistico in Consiglio provinciale.
Dagli undici consiglieri di qualche anno fa (su 35) ai cinque di oggi, domani potrebbero scendere a tre o quattro e scelti (se introdotte alcune modifiche alla legge provinciale) dalla stessa Svp.
L’avvio dell’iter legislativo di modifica dello Statuto in cui i siluri contro gli italiani sono ben mascherati da norme di pura occupazione politica delle istituzioni che garantiscono posti e poltrone ben remunerate ai ladini (Svp) ad ogni livello (aggiungendo un nuovo giudice amministrativo al Tar scelto dal “partito”) è oltretutto la dimostrazione che il processo partecipativo chiamato Convezione è stato solo una pazzesca trovata pubblicitaria di Kompatscher, un bluff finito miseramente. Chi se ne importa di qualunque idea che in quella sede dovesse emergere, la Svp non aspetta nessuno per riformare lo Statuto.

Incredibile è come una parte del Parlamento, la Sinistra, il Pd, si siano piegati a questa forzatura ribadendo un patto (quello firmato a suo tempo da Bersani e Theiner) ossia pieno sostegno alle richieste della Svp in cambio di poltrone nei comuni e in Provincia e scelta libera da parte della Svp dei deputati e senatori anche italiani grazie al sistema dei collegi. Lo è stato Palermo, lo sarà Bressa.
In tutto questo è paradossale, sempre più paradossale, il silenzio/assenso complice del PD non preoccupato più nemmeno dal fatto che i futuri rappresentanti italiani o non ci saranno più o saranno scelti dalla Svp. Una resa incondizionata assoluta. E tutti in corsa per farsi scegliere.

Chiederò in Provincia di chiudere immediatamente la sceneggiata/pagliacciata propagandistica della Convenzione considerato il fatto che la Svp ritiene che si possa prescindere da essa per sostenere le sue riforme in Parlamento e chiederò al PD ed ai suoi silenti esponenti Tommasini e Bizzo di spiegare al Consiglio le ragioni per cui si sia accettato il supermercato della Svp nel mercato elettorale italiano.

Alessandro Urzì
L’Alto Adige nel Cuore