“E adesso siamo alla schedatura etnica dei bambini: la mozione dei Freiheitlichen approvata con entusiasmo dalla maggioranza oggi in Provincia introduce un criterio aberrante ossia che i bambini non sono tutti uguali e bisogna marchiarli da subito, sin dagli asili,  come italiani o tedeschi o ladini o di una qualunque altra lingua”, ha esordito il Consigliere provinciale Alessandro Urzì.

“Finalità pseudo-statistiche, hanno giustificato i proponenti, ma nei fatti la misura è finalizzata a fare optare i bambini, o meglio i loro genitori, per un gruppo o l’altro in modo da individuare (questa la volontà non confessata) soprattutto gli italiani negli asili e nelle scuole in lingua tedesca, additandoli come corpi estranei”, ha proseguito Urzì, che ha aggiunto: “Se la scuola italiana di Tommasini fosse all’altezza del suo compito di insegnare la seconda lingua non ci sarebbe bisogno di queste iscrizioni “clandestine” che mandano su tutte le furie la Svp e soprattutto i partiti alla sua destra. Ma questo non accade” – ha poi concluso il Consigliere di centrodestra – “e gli italiani negli asili e nelle scuole tedesche sono tanti. La loro caccia è iniziata oggi ufficialmente. Il primo atto è quello dell’apposizione di un segno di riconoscimento sul loro petto”.