La decisione di sottrarre i gravi contenuti politici emersi nei lavori della Convenzione ad un dibattito politico in Consiglio provinciale può essere giustificata solo per l’ammissione del fallimento del processo da parte di Svp e Pd che lo avevano proposto.
Rimane in ogni caso ingiustificabile che la gravità delle conclusioni contenute nel documento sostanzialmente secessionista non possano essere discusse pubblicamente in una seduta altrettanto pubblica del Consiglio provinciale e che con ciò si sia anche voluta fare tacere le voci delle opposizioni che hanno presentato relazioni di minoranza come Maurizio Vezzali ha fatto per il Centrodestra, per esempio.
Altrove la si chiamerebbe censura.
Lo ha dichiarato il consigliere provinciale dell’Alto Adige nel cuore Alessandro Urzì.

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