MACCHÈ CONVENZIONE PER L’AUTONOMIA, SEMPRE PIÙ IN ODORE DI BLUFF, LA SVP SFORNA IL SUO SECONDO DISEGNO DI LEGGE DI RIFORMA DELLO STATUTO SENZA ASPETTARE NESSUNO

Un altro colpo basso al percorso della Convenzione per l’Autonomia: oggi in I commissione regionale è approdata la richiesta di un parere su un nuovo disegno di legge di riforma dello Statuto presentato dalla delegazione della Svp alla Camera dei deputati. Si tratta di provvedimenti a favore della creazione di incarichi (vicepresidenze e ruoli al Tar) riservati alla minoranza ladina.

Poco da eccepire sulla sostanza.

Il problema questa volta è la forma: ancora una volta questa iniziativa legislativa di riforma dello Statuto partita dall’interno della Svp adombra il percorso della Convenzione per l’Autonomia.

La domanda che ho posto questa mattina è: ma se si è inaugurato il percorso della Convenzione ci si crede o è tutta una grande operazione di marketing per fare poi quello che si vuole, a prescindere.

Ciò lo dico a maggior ragione dopo la polemica feroce che ha coinvolto anche il Trentino legata alla presentazione di un primo disegno di legge di riforma dello Statuto presentato dai Senatori Svp e Pd/Svp. In esso è già delineata l’abolizione della Regione ed una sorta di autodeterminazione interna che ha mandato su tutte le furie chi pensa che la riforma dell’Autonomia non abbia niente a che vedere, anzi il contrario, con l’indebolimento del quadro regionale.

E così mentre a Bolzano si inaugurano gli open space, si chiama a raccolta la gente a dire come la pensa sul futuro dell’autonomia a Roma la Svp e il PD/Svp presenta già la sua proposta, che suona come uno schiaffo a tutto questo esercizio intellettuale in corso. Come dire: tanto poi questo è quello che vogliamo…

Ora il disegno di legge dei deputati Svp.
Insomma: è stato grande l’imbarazzo questa mattina in Commissione ed alla fine si è deciso (anche per la sollevazione di una parte del Pd trentino, che mi ha seguito e dei Verdi) di rinviare l’espressione del parere almeno a dopo l’open space della Convenzione previsto in Val Badia.

Ma la ferita rimane, ed anche il sospetto che il percorso della Convenzione sia un grande bluff mediatico e basta.

Lo stesso disegno di legge è stato calendarizzato per la discussione prestissimo anche in Commissione legislativa provinciale, a Bolzano.

Alessandro Urzì
L’Alto Adige nel cuore