“La mozione, approvata ieri con eccessiva disinvoltura dal Consiglio provinciale, che prevede la convocazione del Commissario del Governo per una sorta di audizione al cospetto  dai consiglieri è semplicemente irricevibile e per questo l’atto formale dell’assemblea legislativa va considerato una pura azione di propaganda.

Non può certo essere un’assemblea di un Consiglio provinciale a convocare un rappresentante dello Stato, quasi esso ne fosse alle dipendenze. Semmai la Costituzione della Repubblica italiana e lo Statuto di autonomia potrebbero prevedere il contrario.

E’ quindi inammissibile questo eccesso di potere che il Consiglio provinciale si è, anche in modo un po’ risibile, attribuito.

Il potere del Commissario del Governo è in Alto Adige insostituibile essendo di collegamento fra Stato ed Autonomia locale. Senza il Commissario del Governo, ossia il Prefetto, la Provincia cadrebbe in una pericolosa autoreferenzialità. In un contesto di cui non sfugge la delicatezza, proporre la rimozione del Commissariato del Governo significa rivendicare una sorta di extra-territorialità. È evidente che ciò non fa il bene nemmeno della stessa autonomia che è forte se inserita in un quadro di chiari bilanciamenti di poteri fra livello centrale e periferico.

Non è un caso che questa vicenda prenda le mosse da un documento/provocazione presentato dai secessionisti di Suedtiroler Freiheit. Sorprendente invece che anche alcune forze tradizionalmente ritenute più attente al significato delle parole siano cadute nel tranello che in ogni caso non avrà nessuna conseguenza od effetto giuridico trattandosi di una mera espressione di volontà”.

Lo ha dichiarato il Consigliere provinciale di Fratelli d’Italia – L’Alto Adige nel cuore Alessandro Urzì.