Nel resto d’Italia era stato introdotto con la riforma della “Buona scuola”; ma non in Alto Adige dove, il provvedimento non aveva trovato attuazione. Per rimediare a questa iniqua disparità di trattamento, il consigliere dell’Alto Adige nel cuore – Fratelli d’Italia Alessandro Urzì ha presentato nelle scorse settimane  una mozione in Consiglio provinciale per chiedere l’introduzione del bonus docenti anche in provincia di Bolzano.

“Una richiesta  – spiega Rosanna Oliveri, referente scuola per l’Alto Adige nel cuore – oggi più attuale che mai. Con l’emergenza Coronavirus agli insegnati oggi vengono richiesti ulteriori a accorgimenti per garantire la didattica, ad esempio come lezioni on line. Si prospetta – continua Oliveri – la sospensione delle attività didattiche in presenza fino al 15 marzo che potrebbe però prolungarsi per un periodo di tempo indeterminato in cui le lezioni digitali costituiranno l’unica possibilità di interazione dei docenti con i propri studenti.”

“Gli insegnati di tutta Italia – le fa eco Simona Fermanelli di Fratelli d’Italia –  hanno a disposizione 500 euro ogni anno utilizzabili anche per l’acquisto di dotazioni informatiche, hardware e software. Non però quelli altoatesini per i quali l’agevolazione non è prevista.”

“Con la giustificazione che in Alto Adige la formazione è gratuita per tutti i docenti -ha aggiunto Urzì –  la Provincia non ha ritenuto di dover corrispondere questa agevolazione che noi invece riteniamo importante perché permette agli insegnati di poter aver accesso ad molteplici forme di aggiornamento, non solo a quelle offerte dalle istituzioni scolastiche. Ricordiamo anche che analoga iniziativa era stata respinta di stretta misura sul finire della scorsa legislatura, l’auspicio ora è che la maggior attenzione di questa amministrazione provinciale in tema di scuola  possa tradursi nell’accoglimento di questo provvedimento che metterebbe gli insegnati altoatesini al pari di quelli del resto d’Italia.

Il bonus docenti è un contributo economico pari a 500 euro netti che spetta ai docenti di ruolo per l’autoformazione professionale, così come previsto dalla Legge di riforma della Scuola del 2015.