Con gli atteggiamenti meno restrittivi messi in atto dalla Provincia a favore di pochi si rischia di mettere a rischio di comportamenti virtuosi di tutti.

E’ evidente che autorizzare intere famiglie a passeggiare per strada significa di fatto trasmettere psicologicamente un messaggio sbagliato, di apertura delle maglie.

A sostenerlo è Alessandro Urzì, Consigliere provinciale de L’Alto Adige nel Cuore-Fratelli d’Italia.

“Sto raccogliendo decine e decine di comunicazioni di genitori che sono arrabbiatissimi per questa misura che sarà colta da chi vorrà approfittarne moltiplicando le presenze lungo le nostre strade. In capigruppo Kompatscher lo ha ammesso: nei paesi che sono immersi nei boschi questa misura non comporterà problemi, in città (con alta densità abitativa, ndr) “confidiamo nel buon senso”. Nel buon senso? Allora non era necessaria alcuna misura sino ad oggi se bastava il buon senso!”, ha dichiarato Alessandro Urzì.

“Mi sono opposto, ieri in collegio dei capigruppo, a queste misure che vanno in totale controtendenza con l’indirizzo nazionale e che se accompagnate alle dichiarazioni per cui dopo Pasqua in Alto Adige si riaprirà gradualmente mentre l’epidemia è in totale espansione e la Protezione civile nazionale invita a mettere in conto la possibilità di prolungamenti delle quarantene sino a maggio, sono pericolose e ingiustificate”, ha proseguito Urzì.

“Pare quasi che sia una manifestazione politica di affermazione presuntuosa da parte della Provincia di Bolzano del diritto ad agire in totale difformità dal quadro nazionale, per una pretesa autonomia anche sulla diffusione del virus: il presidente della Provincia se l’è lasciato sfuggire ieri quando ha affermato si sentirsi al pari del Capo della Protezione civile Angelo Borrelli e che l’ordinanza provinciale dovrà essere impugnata davanti ad un Tribunale se si vorrà metterla in discussione, perché la Provincia va in direzione diversa rispetto allo Stato e non cambia idea”, ha aggiunto il cons. Urzì.

“Sulla questione dell’obbligo di portare le mascherine d’accordissimo ma dove sono le mascherine? In Trentino è stata avviata la distribuzione alla popolazione mentre in Alto Adige abbiamo notizia solo della distribuzione tramite assembramento di scaldacollo senza alcun requisito sanitario (costati svariate centinaia di migliaia di euro). Che garantiscono solo un effetto placebo: pensi di essere protetto e di proteggere invece no”, ha dichiarato Urzì.

Ma come si fa ad imporre un obbligo invitando la popolazione a sentirsi tranquilla ad uscire di casa senza presidi sanitari sufficienti?

“Queste condotte sono irresponsabili e gravi. Il Governo intende accettare tutto questo e che si vanifichino tutti gli sforzi messi in atto a livello nazionale per i capricci autonomistici della Provincia? Dove sono Pd e Cinque Stelle?”, si è chiesto il Cons. di Fratelli d’Italia.

“Un brevissimo inciso: la misura che prevede la possibilità di acquisto di generi di cancelleria nei negozietti di vicinato ma non nei supermercati si traduce nel fatto che nei paesini il pennarello per i bambini sarà liberamente acquistabile nel negozietto in piazza, nelle città no. Pare che questa ordinanza e l’annuncio delle aperture dopo Pasqua porti il marchio di potenti lobby e interessi non certamente “cittadini”. Bisognerà ricordarcene”, ha infine dichiarato Urzì.