Coronavirus, un milione e mezzo di mascherine importate nelle ultime ore in Alto Adige dalla Cina, tramite l’Austria, sarebbero state giudicate non perfettamente corrispondenti agli standard sanitari da un Ente di certificazione di Essen in Germania prima e successivamente da quello delle Forze armate di Vienna poi. Si tratterebbe di un milione di maschere chirurgiche, 250.000 maschere FFP2 e FFP3 ciascuna, prive di certificazione UE, distribuite – sembrerebbe –  nelle strutture mediche, nelle case di riposo per anziani e nelle strutture sanitarie pubbliche.

Sulla vicenda, riportata dalla testata Salto.Bz, ha chiesto chiarimenti urgenti il  consigliere provinciale di Fratelli d’Italia – Alto Adige nel cuore Alessandro Urzì, che già oggi ha presentato una interrogazione al presidente Arno Kompatscher e all’assessore alla Sanità Thomas Widman. Urzì ha manifestato la sua grande preoccupazione, chiedendo se effettivamente le cose stiano come ipotizzato dalla testata giornalistica, se la Provincia possa affermare la corrispondenza dei presidi sanitari in oggetto ai requisiti standard di sicurezza, a chi siano state destinate le mascherine in questione, invitando a sospendere immediatamente la distribuzione e l’utilizzo delle mascherine non ancora consegnate. Urzì ha chiesto anche se il personale sanitario a cui sono già state fornite le mascherine, sia stato informato adeguatamene della situazione al fine di evitare eventuali situazioni di rischio.