“Non ci siamo, presentato oggi dalla giunta provinciale il pacchetto di misure per aiutare il mondo economico, le famiglie, le imprese: peccato che però ancora non esiste. Nell’elenco delle deliberazioni della giunta provinciale nessuna traccia di una proposta approvata”, ha esordito Alessandro Urzì, Consigliere provinciale e regionale di Fratelli d’Italia-L’Alto Adige nel Cuore.

“Nonostante questa mattina l’ufficio stampa della Provincia annunciasse senza ombra di dubbio: “la giunta approva misure straordinarie. L’iniziativa illustrata nella conferenza stampa virtuale delle 16.30”. E così è avvenuto, ma del provvedimento che volevamo leggere nessuna traccia. La “scuola Conte”: si annuncia, poi migliaia di famiglie, aziende e associazioni di categoria rimangono in sospeso in attesa di capire cosa è stato approvato. Nulla, per ora”, ha proseguito Urzì.

“Mi infastidisco, lo ammetto, perché la politica degli annunci non va bene. Lo abbiamo visto con Conte. Prima si approva e poi si comunica, non il contrario: così invece si ingenerano aspettative. Magari saranno anche confermate ma intanto il testo non c’è e tutto può ancora accadere. Mi sento un po’ preso in giro perché davo per scontato che quello che Kompatscher aveva riassunto oggi fosse un provvedimento approvato. Invece no”, ha aggiunto il Cons. Alessandro Urzì.

“Non sono bastati gli scivoloni di Conte? Ho scoperto la mancanza di decisioni richiedendo alla Presidenza del Consiglio provinciale il testo per un esame approfondito (per Statuto lo dovremo approvare con il nostro voto) ma nessun testo era stato trasmesso al Consiglio. Perché? Perché non c’era. La conferma definitiva dall’elenco delle deliberazioni della giunta approvate e rintracciato in segreteria. Nulla anche lì. Ma perché annunciare quello che non è stato ancora deciso? Giovedì ci sarà un collegio dei capigruppo. Chiederò i testi, non le chiacchiere. Famiglie, imprese, commercianti, artigiani, agricoltori, albergatori sono (molti) in drammatica difficoltà. A loro vanno date risposte nero su bianco, non conferenze stampa”, ha concluso Alessandro Urzì.