Bessone non è d’accordo con le decisioni di Kompatscher?

Semplice, lo dimostri dimettendosi o chiedendo come minimo una verifica di giunta.

Il metodo usato da Kompatscher è intollerabile, con annunci attraverso la stampa, ma sono intollerabili anche le decisioni che lo hanno preceduto.

La scelta ostinata, anche da parte delle delegazione leghista, di usare criteri diversi da quelli nazionali vestendoci di giallo quando eravamo classificati rossi (e rossi scuri dall’Europa), o vestendoci di rosso quando avremmo potuto essere gialli ha creato le premesse di questa situazione disastrosa e del fallimento della via altoatesina di cui porta la responsabilità anche il governo Pd/Cinque Stelle che non vi si è opposto con i ricorsi alla Corte costituzionale che andavano fatti a tempo debito.

Una decisione ideologica di differenziarci che ha creato caos fra gli operatori economici e i cittadini, che ha fatto perdere ristori nazionali e non ha fatto arrivare quelli locali.

Ora i nodi arrivano al pettine e si stanno pagando le conseguenze di queste scelte, assessore Bessone, rispetto alle quali la Lega non si è mai differenziata.

Allora adesso prima che lo chieda la minoranza politica sia la maggioranza a pretendere la verifica di giunta e a pretendere le dimissioni del presidente Kompatscher.

Se Bessone si dissocia ha tutti i modi per poterlo fare, dimettendosi per primo. Contano i fatti, non le parole.

Intanto segnalo di avere ricevuto messaggi di proposito di suicidio da parte di operatori economici, occorrono aiuti subito, non basta chiudere! Non ci si può lavarne la coscienza.

Alessandro Urzì

Consigliere regionale e provinciale Fratelli d’Italia